Il Tirreno

Guerra del marmo. Zubbani: fumata nera, ma lunedì tavolo definitivo con gli industriali

Tariffe, distanze abissali

Cinzia Carpita
Tariffe, distanze abissali

Per l'ultimo round il sindaco convoca la maggioranza

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CARRARA. Ancora nulla di fatto nella trattativa fra Comune e imprenditori su tariffe e sistema di pagamento dei canoni del marmo. «Le distanze sono abissali», dice il sindaco Zubbani, che stamani ne parlerà in giunta e in settimana riunirà la maggioranza: lunedì al prossimo tavolo del marmo, intende chiudere la partita, e vuole andarci con le spalle ben coperte dai partiti che governano la città.  Le posizioni sono pressoché rimaste le stesse: il Comune che propone 4 fasce tariffarie, in ciascuna delle quali sono state incluse cave per tipologia e valore di mercato dei marmi (su scaglie e terre tariffe invariate); gli industriali puntano sul mantenimento di 3 fasce, e ne propongono una per i marmi bianchi unificati, una per i colorati e pregiati, e una "cuscinetto" per le cave in difficoltà.

Secondo la proposta economica delle categorie imprenditoriali (Assindustria e le altre associazioni), l'introito per il Comune arriverebbe a 18,5 milioni di euro, con una tariffa dai 16 (aumentabile a 18 euro) alla tonnellata per la prima fascia, mentre per i bianchi meno pregiati, si parla di 8,60 euro. Queste le indiscrezioni trapelate già nelle scorse settimane.  Ma l'amministrazione intende assicurarsi un gettito di quasi 21 milioni. Bocche cucite delle associazioni di categoria, uscite ieri dal tavolo del marmo.  Il sindaco si limita a un commento: «Lunedì, o si aprono spiragli o prenderemo atto della situzione. Le distanze sono molto elevate, abissali.

Siamo di fronte a due impostanzioni diverse, le nostre e le loro; abbiamo cercato un accordo, ma finora non c'è, né sulle tariffe né sull'impostazione del sistema. Noi insistiamo sulle 4 fasce, sulle concessioni di 29 anni, sulla triangolazione fra Comune, cave e autotrasportatori per il pagamento dei canoni». In caso che il titolare dell'autorizzazione all'escavazione deleghi un autotrasportatore al pagamento del contributo regionale, il Comune pretende di dare il proprio gradimento sul delegato, chiedendogli anche una fidejussione bancaria relativa a tre mesi di fatturazione; nel caso di mancati pagamenti del canone, il Comune incasserebbe la fidejussione, e se ci fossero problemi si rivarrebbe sui titolari di cava.

Questo è uno dei nodi da sciogliere con la controparte.  In quanto alla suddivisione in 4 fasce, quella indicata in ultima battuta dal Comune, rispetto a una precedente proposta di gennaio sisulta la seguente, andando dai marmi meno pregiati a quelli super: sei euro la tonnellata per la prima fascia (la proposta di gennaio era fra 5 e 7 euro); 9,50 euro per la seconda (erano 8-10 euro); 13,50 euro per la terza (erano 12-15) e 37,50 euro (erano 30-45) per la quarta.  Finora, è stato applicato il tariffario 2008, relativoa tre fasce di cave: 4,60 euro a tonnellata; 7,80 e 13,50 euro per il marmo più pregiato.  Invece ora, nella nuova suddivisione che il Comune ha messo sul tavolo del marmo, di fronte alle categorie, nella prima fascia ci sono 13 cave (marmi scuri e non classificati), nella seconda fascia (marmi bianchi e venati ordinari) ci sono 48 cave, nella terza 13 cave (marmi bianchi, venati superiori, calacatoidi, crema), e nella quarta (statuari, calacata) 7 cave. 

E se lunedì l'accordo non sarà fatto? Salvo clamorosi nuovi rinvii, l'iter è già prefigurato: «Manderemo la nostra proposta - dice Zubbani - alle singole aziende, che avranno 30 giorni di tempo per firmare o meno l'accordo. Nei casi di mancata intesa scatteranno gli arbitrati». "Report" sulle cave. Il sindaco fa anche un breve commento sullo special "La banda del buco" andato in onda nella trasmissione "Report" di domenica sera su Rai3: dal servizio sulle cave (escavazione, concessioni marmifere, problemi ambientali), 15 minuti di graticola per il Comune e gli industriali del marmo. «Una cosa mi ha disturbato: dalle immagini delle cave che si sono viste in tv, sembra che tutti i giorni ci siano varate ed esplosioni per buttare giù la montagna. Non c'è questa situazione apocalittica».

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