La manifestazione
«Sottopasso subito». E occupano i binari
Claudio Figaia
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«MO BASTA». Un momento della protesta sui binari Protestano gli abitanti: niente proroga, Fermet via dal Casellotto
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MASSA. «Lo abbiamo fatto contro la Farmoplant, facciamolo anche adesso per il nostro diritto a una viabilità migliore». La gente di Alteta e Casellotto è abituata a lottare. E lo ha dimostrato anche ieri mattina, andando a occupare i binari della ferrovia per protestare contro i ritardi dei cantieri del sottopasso di Casellotto. I manifestanti - pochi in verità: una quindicina in tutto - hanno occupato i binari della linea "industriale" della ferrovia e provocato un qualche rallentamento dei convogli in transito sulla linea Genova-Livorno. Un gesto di protesta con un messaggio chiaro: «Vogliamo che i lavori per il sottopassaggio di via Casellotto non vengano fermati. Sono quasi tre anni che ci sono i cantieri aperti e non ne possiamo più». Messaggio indirizzato al "tavolo" che si terrà stamani per decidere se concedere una nuova proroga a Fermet, l'azienda che tratta rottami metallici industriali che ha lì il suo centro produttivo e che ha chiesto tempo per trasferirsi nella nuova sede all'ex Italcementi. «Sia chiaro - dice Giancarlo Casotti, consigliere comunale e portavoce dei cittadini della zona - noi non siamo "contro" Fermet e difendiamo i posti di lavoro. Ma non vogliamo che vengano concesse altre proroghe, se non per un tempo al massimo di un mese, un mese e mezzo, non certo quattro mesi come chiesto dal signor Ricciardi (presidente di Fermet). Da quasi tre anni, da quando sono aperti i cantieri, i collegamenti tra le frazioni di Casellotto e Alteta sono difficilissimi e ciò provoca un disagio forte per tutta la gente. È dal 1954 che si parla di quest'opera. Adesso che è a un passo dall'essere completata, non vogliamo rischiare di vederla sfumare perchè con qeusti ritardi, magari, i finanziamenti vengono dirittati altrove». E poi - dice ancora la gente della zona - «non ci stiamo al fatto che debba essere la collettività, attraverso il Comune, a pagare le penali per il ritardo del cantiere. Penali che (vedi articolo sotto) sembrano inevitabili. Casotti chiude con una proposta: «Fermet avrebbe dovuto lasciare Casellotto il 1º aprile. Ad oggi, dunque, lavora in modo abusivo, senza autorizzazioni. E allora noi diciamo: vada nella nuova sede all'Italcementi. Non ha le autorizzazioni per farlo? Beh, non le ha neanche qui, quindi tanto vale che lasci libera l'area del sottopasso». Infine, la promessa-minaccia: se entro il 15 maggio il terreno non sarà liberato, torneremo sui binari. Quelli della linea principale, stavolta.
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