Il Tirreno

E via Mazzini potrebbe costituirsi parte civile

Sigilli forzati al Politeama, la rabbia di un proprietario

Alessandro Iacopini mostra il portone aperto
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Alessandro Iacopini mostra il portone aperto

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 CARRARA. Il cantiere per la messa in sicurezza del Politeama lato via Roma-piazza Matteotti è stato finalmente avviato, ma le polemiche non si placano.  Da un lato, i condomini di via Mazzini - riuniti ieri sera in assemblea - hanno deciso di valutare l'opportunità di costituirsi parte civile nel procedimento penale in corso (l'udienza preliminare, secondo round, si terrà il 12 maggio), dall'altra Alessandro Iacopini, uno dei proprietari del blocco centrale insieme alla moglie Barbara Berghino, ieri è andato su tutte le furie nello scoprire che la porta di accesso, anziché sigillata come disposto dalla magistratura, era tranquillamente aperta. «Assurdo - tuona Alessandro Iacopini - per poter accedere al nostro appartamento al quinto piano e prendere degli effetti personali, ho dovuto presentare domanda al pm e aspettare l'autorizzazione; ovviamente, devo essere accompagnato da un carabiniere. Bene: arrivo qui, e vedo il portone aperto, con della carta che blocca la serratura». Ma non è finita qui: «A parte questo, resta il nodo di fondo: qui ogni mese devono presentarci il progetto complessivo di consolidamento, e invece non si vede niente. I nostri appartamenti si stanno deteriorando, sono pieni di muffa. Nell'appartamento ufficio della nostra ditta di abbigliamento avevamo due dipendenti, che abbiamo dovuto lasciare a casa, e di questo nessuno si interessa». Interviene la moglie Barbara Berghino: «Per tutte le altre attività commerciali del Politeama il Comune si è dato da fare, per noi della Llì Petrus, zero. Quando siamo andati dall'assessore ci è stato risposto: non siamo mica un'agenzia immobiliare? D'accordo, però per altri l'impegno è stato diverso, ma noi evidententemente siamo di serie B. E da quasi due anni ormai siamo ospiti da mia madre, la nostra casa si sta rovinando». Anche i coniugi Iacopini hanno avviato una causa contro la proprietà che gli ha ceduto l'appartamento.  Tornando all'assemblea di condominio di via Mazzini, a quanto emerge è stato deciso di affidarsi all'ingegner Baroni per predisporre quanto richiesto nell'ordinanza del sindaco (progetto di messa in sicurezza), e come detto, si sta valutando l'opportunità di costituirsi parte civile nel procedimento per disastro colposo in corso e attualmente davanti al gip.

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