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Rfi: stop al cantiere? Pagherete le penali

L’assessore Fabrizio Brizzi
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L’assessore Fabrizio Brizzi

Più difficile la posizione di Ricciardi. Brizzi: liberino l'area

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 MASSA. «Dispostissimi a concedere una proroga al trasloco di Fermet, a patto che non sia il Comune a dover pagare eventuali penali», aveva risposto l'assessore ai Lavori pubblici Fabrizio Brizzi alle proteste dell'azienda di Alberto Ricciardi.  Ebbene, ora è chiaro che quelle "eventuali" penali il Comune dovrà pagarle.  Lo scrive ufficialmente Vincenzo Pantaleone, responsabile della direzione regionale di Rfi in una lettera indirizzata al sindaco. La società del gruppo Ferrovie dello Stato comunica, innanzitutto, che dal 1º aprile i lavori sono stati interrotti, sostiene che «detta sospensione è illegittima e non è imputabile a Rfi»; e annuncia che «sin da ora» Rfi, «chiederà all'amministrazione comunale, che deve garantire la disponibilità delle aree per il cantiere, il ristoro dei danni causati dal fermo cantiere». Cioè danni per: mancata produzione, mancato impiego di personale e mezzi, per spese connesse al mantenimento del cantiere, alla "lesione" agli utili dell'impresa. Non solo: Rfi, «si riserva di valutare l'opportunità di rescissione del contratto qualora la situazione si dovesse ulteriormente aggravare rispetto alla nuova data segnalata da Fermet (il 31 luglio) per la consegna e la liberazione delle aree».  Una posizione che mette in allarme il Comune. «Chiaro che a queste condizioni diremo no alla proroga», dice l'assessore Brizzi in vista del tavolo di stamani che vedrà di fronte la stessa Rfi, Fermet, Comune, Provincia e prefettura per cercare di risolvere la questione.  Che fare, dunque? «Forse - dice Brizzi - Fermet potrebbe spostare la produzione sulle aree non espropriate e consentire l'avanzamento del cantiere. Ma di sicuro, ripeto, non siamo noi i responsabili di questa impasse e non intendiamo accollarci gli oneri di un'inadempienza di Fermet. Che, ricordo, in novembre aveva sottoscritto un verbale in cui diceva che avrebbe liberato i terreni entro il 30 marzo».

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