Sicurezza
Simone Tonelli e William Santini parlano con lumiltà di chi opera con lo spirito del volontariato
«Ma noi non ci sentiamo degli eroi»
Cinzia Carpita
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Nicola Pasquini quarto da sin. in basso. In alto: Simone Tonelli terzo da sin.; William Santini secondo da dest. E quando stavano soccorrendo l'amico il tempo si è fermato nella loro mente
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FIVIZZANO. Non hanno esitato un solo istante a fare quel massaggio cardiaco, con l'esperienza maturata nelle pratiche di pronto soccorso durante il servizio civile presso le pubbliche assistenze; e con la voglia disperata di aiutare l'amico, il compagno di squadra ventenne, Nicola Pasquini, che non respirava più, e che ora è ricoverato all'ospedale di Massa. Il centrocampista Simone Tonelli, 20 anni il prossimo maggio, e il portiere 23enne William Santini, quei momenti terribili li hanno quasi rimossi dalla loro mente, tanta è stata la concentrazione che scatta in certi momenti, che dopo non ti ricordi più i dettagli. Lo hanno tenuto in vita in attesa dell'ambulanza. Raccontano di non evere la cognizione del tempo intercorso fra il loro intervento e l'arrivo del medico del 118 con il monitor. «Abbiamo fatto quello che dovevamo, quello che potevamo», e chiedono che l'attenzione si sposti da loro a Nicola Pasquini, perché il pensiero di tutta la squadra, di tutti gli amici è per lui. E per la sua famiglia in ansia. «Non ricordo molto. In quei momenti mi sono passate mille cose nella mente. - dice Simone Tonelli - E' stata una cosa che nessuno si aspettava, un momento prima Nicola aveva sfiorato il gol, pochi secondi dopo è crollato all'improvviso: si è girato verso all'allenatore, ha detto che non gli reggevano le gambe ed è andato per terra. Il primo ad accorrere è stato l'allenatore Bambini, assieme ai giocatori dell'altra squadra. Mi hanno subito chiamato». Sì, perchè sanno che Tonelli è un volontario alla Pubblica assistenza di Codiponte, a Casola, dove sta facendo il servizio civile. Tonelli, dopo un corso "Basic life support", cioè di primo soccorso, proprio il venerdì prima della partita aveva dato l'esame di soccorritore del 118, «per andare sulle ambulanze, - spiega - saper usare il defibrillatore e trattare le persone traumatizzate». Non avrebbe mai immaginato che di lì a tre giorni avrebbe fatto il suo primo massaggio cardiaco "vero", non sui manichini usati durante i corsi. Aveva esperienza di altri interventi sulle ambulanze: «come mettere l'ossigeno». «Poco prima che arrivasse il medico dell'ambulanza, Nicola è andato in arresto cardiaco. Con William, anche lui pratico di pronto soccorso, abbiamo eseguito le manovre del caso, praticato il massaggio cardiaco, non so per quanti minuti. Finché è arrivato il dottore, e poi Nicola è stato messo sull'ambulanza». Ieri Simone è stato all'ospedale di Massa, per stare vicino ai familiari di Nicola, come lo è tutta la squadra. «Non possiamo vederlo per ora, sono in ansia per lui, ci sono cresciuto insieme». «Ma non parlate di me, mica sono un eroe.... parlate di Nicola che è in ospedale». E in questa sua umiltà, in questo suo imbarazzo a raccontare di come assieme a William ha salvato la vita all'amico, c'è tutto lo spirito del volontariato, che non cerca attenzioni ma le dà, al prossimo. La pensa così anche William, aullese, che ha fatto il servizio civile alla Pubblica assistenza di Aulla. Ora è autista all'Atc della Spezia. E anche in lui non è rimasto un ricordo dettagliato di quei minuti cruciali, di quel massaggio cardiaco. L'adrenalina ha lasciato il posto al "dopo", lo ha come svuotato. «Ci eravamo resi conto che Nicola non respirava più. Avendo lavorato un anno e mezzo in Emergenza, durante il servizio civile, ho esperienza di massaggi cardiaci». E' il primo anno che gioca come portiere nel Monzone, dopo tre anni di stop al calcio. Un bell'acquisto, da tutti i punti di vista, per la squadra. Ieri i giocatori del Monzone, dalle 20,30 alle 21,30 si sono recati nella chiesa Regina Pacis, in paese: «Ci riuniano per un'ora di preghiera, per Nicola», ha detto Claudio Delle Piane, un altro centrocampista della squadra: «Lui è la nostra mascotte. Noi due tifiamo per l'Inter». E tutti ora, ma veramente tutti, fanno il tifo per Nicola.
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