Il Tirreno

«Illegittimo l'avvio della privatizzazione»

Bufera su Gaia per l’avvio dell’iter di ricerca del socio privato
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Bufera su Gaia per l’avvio dell’iter di ricerca del socio privato

Gaia, il gruppo regionale di Sinistra-Verdi annuncia una interrogazione

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CARRARA. Bufera su Gaia per l'avvio dell'iter di privatizzazione. A tuonare è il gruppo consiliare della Regione della Federazione della sinistra - Verdi, che preannuncia una interrogazione urgente. E intanto, circolano i nomi di chi potrebbe essere interessato a investire dai 20 ai 25 milioni per acquisire il 49% del gestore del servizio idrico integrato.  L'iter, di fatto, è iniziato nel momento in cui sono state spedite le mail alle più grandi aziende del settore, italiane ed europee, nelle quali si fa presente che sta per essere pubblicato l'avviso pubblico di gara. Il bando e i patti parasociali saranno definiti in un incontro fra i sindaci in programma per domani a Camaiore.  

SINISTRA - VERDI: FATTO GRAVISSIMO.
«La notizia riportata dalla stampa dell'avvio dell'iter di privatizzazione rappresenta un fatto grave ed a nostro avviso illegittimo, oltre che inopportuno. Presenterò una interrogazione urgente alla giunta Regionale su questa vicenda». Così Monica Sgherri - Capogruppo di "Federazione della Sinistra - Verdi" in Consiglio Regionale in merito alla notizia dell'avvio dell'iter per l'individuazione del partner privato della società di gestione del servizio idrico Gaia. «Dalla stampa emergerebbe - spiega Sgherri - che sarebbe stata lo stesso soggetto gestore ad avviare tale iter, e questo a nostro avviso è fonte di illegittimità: ad oggi Gaia è appunto società in house, di completa proprietà dei comuni, e per procedere all'avvio alla gara - e a tutto il suo iter - è obbligatorio che si pronuncino i consigli comunali e che questi ultimi procedano alla modifica degli statuti, nonché che si pronunci l'Ato di riferimento; non basta certo che i sindaci "vedano" il bando!

Oltre a ciò vi è anche l'inopportunità, in quanto il 12 giugno vi saranno i referendum contro la privatizzazione del servizio idrico e quindi procedere con l'avvio dell'iter di individuazione del privato in Gaia è un modo bello e buono di "scippare" l'esito del referendum medesimo, a pochi mesi dalla sua realizzazione. Una lettura che - a quanto appreso - sarebbe stata colta anche dai segretari delle Camere del Lavoro di Massa, Pistoia e Lucca, che infatti avevano scritto una lettera aperta ai propri sindaci affinché non si avviasse la privatizzazione di Gaia in attesa dell'esito del referendum. Insomma un fatto grave da ogni punto di vista, assolutamente da fermare. Del resto non è la prima volta che un soggetto gestore tenta di dettare le regole e le scelte bypassando i veri e unici titolari del servizio, cioè i Comuni: non vorremmo che si instaurasse una situazione di fatto a nostro avviso assolutamente illegittima, cioè che i gestori si appropriassero di ruoli e funzioni assolutamente non loro, bensì dei comuni e delle assemblee elettive di questi ultimi».  

ACEA, IREN, ACCIONA IN POLE POSITION.
E intanto, dagli ambienti economici, filtrano alcuni nomi di potenziali colossi interessati a gestire il servizio idrico a Massa-Carrara, Lucca e in parte della provincia di Pistoia. Si parla di Acea, che è già ben presente anche in Toscana; ma anche di Iren (nata dalla fusione delle società di Reggio Emilia, Genova e Torino, già gestore di Livorno), ma anche di Acciona, un gigante spagnolo che però in Italia si occupa soprattutto di depurazione. Meno interessata sarebbe A2A. E non si esclude Hera, che a Spezia ha rilevato le quote di Acam; altro nome, Veolia, il più grande gruppo al mondo di rifiuti e acqua. M.B.

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