Il Tirreno

Report, il peggio delle cave in tv

Cinzia Carpita
Report, il peggio delle cave in tv

Polveri, tariffe e concessioni del marmo: la rivincita dei cittadini in 15 minuti

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 CARRARA. «Se non riescono neppure a far coprire i camion con i teloni, sarà difficile che possano riuscire a imporre le tariffe. Non sono riusciti neppure a imporre i ripristini», cioè quelli ambientali nelle cave dismesse. Questa la "picconata" al Comune, di Milena Gabanelli conduttrice di Report su Rai3, dopo i 15 minuti dedicati a Carrara nello special dell'inviato Bernardo Iovene "La banda del buco".  Per quindici minuti Carrara è finita sotto gli sguardi di milioni di spettatori, attraverso le immagini e le interviste di Iovene che in febbraio ha visitato le nostre cave, ha parlato con il sindaco Angelo Zubbani, con il direttore di Assindustria Andrea Balestri, con rappresentanti di Legambiente e con i cittadini che protestano per il traffico del marmo che sparge le polveri sottili in città.  Nel mirino di Report le concessioni marmifere che risalgono a secoli fa, assegnate senza gare di evidenza pubblica; e il tema ambientale: come e se vengono compensati i territori rispetto all'"asportazione irreversibile" di materie prime. Cosa viene ridato rispetto a quanto viene tolto?. «Quanto pagano al Comune, per il territorio che scompare, coloro che estraggono il marmo di Carrara, il più pregiato del mondo?" ha domandato la Gabanelli, «Immaginiamo che i carraresi ne abbiano qualche beneficio». Lo special è partito dallo studio Nicoli, con le sculture, ma dall'arte alle proteste il salto è stato immediato: Pino Sansoni di Legambiente parla delle polveri sottili, mostra alle telecamere di Report i camion senza i teloni, o che sgocciolano fango dai cassoni «che dovrebbero essere e tenuita», dei vigili che secondo lui non controllano abbastanza questo aspetto. Gli imprenditori del marmo? «Sono sciagattatori delle nostre montagne», dicono cittadini intervistati, «Da una parte polveri e malattie, dall'altra business e ricchezza». Immagini inesorabili: vie di arroccamento piene di fanghi, l'impianto di lavaggio che lava solo le ruote dei camion.  Il sindaco mentre Iovene lo filma ammette: «Siamo impotenti a costringere a mettere le coperture ai camion». E sulle terre che non vengono asportate dai monti: «Hanno un costo per l'operatore. E' una partita difficile».  Ma - chiede Iovene a Zubbani - gli imprenditori cosa danno in cambio alla città? «I proventi - risponde il sindaco - sono insufficienti. Ci sono trattative per aggiornare le tariffe, è un rapporto difficile. Da troppi anni c'è un sistematico ricorso a scardinare leggi e regolamenti. Ci sono stati 200 ricorsi». «La pubblica amministrazione deve riprendere in toto il controllo. Dopo 150 anni ci stiamo provando». Poi mostra la via dei marmi, da 130 milioni di euro (a fronte di un incasso dai canoni del marmo, di circa 15 milioni annui).  Paolo Antonioli di Legambiente propone: concessioni all'asta ogni 10 anni.  Iovene interroga sulla situazione e sulle concessioni, Andrea Balestri di Assindustria, che dice: «Ci sono stati cambiamenti epocali, nel 1700 le concessioni erano perpetue e lo sono state fino al 1995». Ora sono ogni 29 anni... Iovene garbatamente lo stuzzica sul fatto che gli imprenditori, insomma, sono abituati da molto tempo a fare quello che vogliono.  Ecco, Carrara è servita: lo special passa ad altre zone estrattive d'Italia.

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