Il Tirreno

Il lavoro. La prima ciurma rosa d’Italia nata lo scorso anno a Marina, verso nuove frontiere dell’imprenditoria femminile

Le pescatrici ora aprono un ristorante

Cinzia Carpita
Radoslava Petrova presidente della cooperativa rosa durante il lavoro
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Radoslava Petrova presidente della cooperativa rosa durante il lavoro

La presidente della cooperativa: a maggio a Fossola piatti di mare abbinati al biologico

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 CARRARA. Le donne della prima cooperativa "rosa" di pesca professionale nata in Italia, lo scorso novembre, proprio a Marina, non si fermano: ora, al grido di "avanti tutta" si preparano anche ad aprire un ristorante "Mare e Bio".  E formano un bel gruppetto multietnico, dai 20 anni a poco oltre i 40.  Radoslava «Radi» Petrova (la presidente della ciurma rosa) è bulgara ma vive in Italia da 13 anni, sono carraresi Sabrina Sbordone, Tania Maffei (figlia del presidente della cooperativa Maestrale che ha vari pescherecci a Marina), Maria Laura Pellini, Cristina Atzeni e Rita De Luigi; Valentina La Braca è di Milano (ha lasciato là un lavoro per sposare la vita di mare ed è entrata in forza proprio ieri), Carolina Lopez Escobar è colombiana, ed è polacca Golecka Malgorzata detta Margherita.  Radi, Valentina e Sabrina vanno sul peschereccio, le altre operano a terra, vendono il pesce al banco ittico del porto o al negozio, preparano anche prodotti gastronomici a base di pesce. Tutto col marchio "Bio & Mare". In buona parte il frutto del loro lavoro lo vendono ai Gruppi di acquisto solidale (Gas) in varie zone d'Italia. Una filiera corta, dal mare al piatto.  Queste giovani imprenditrici si alzano alle 4 e mezzo di notte, partono (come i colleghi uomini) con il peschereccio Il Gabbiano dal molo dei pescatori al porto di ponente, vanno a gettare le reti in mare, dopo alcune ore tornano a recuperarle, e il pesce catturato lo vendono. Il peschereccio per ora lo pilota Renato Maffei, "lupo di mare": «Ci dedica tanto tempo, ci spiega correnti e venti - racconta Radi - è paziente. Entro l'anno potremo fare l'esame in Capitaneria per poter pilotare noi la barca, non sabbiamo ancora chi farà il comandante. Intanto, abbiamo fatto richiesta di finanziamenti comunitari per l'imprenditoria femminile, e stanno costruendo in un cantiere di Grosseto una barca tutta per noi, con motore elettrico a consumi ridotti, va più lento degli altri ma non inquina». Insomma, una cooperatica "Bio" e anche "Eco". Come si chiamerà il peschereccio? «Pensiamo.... Pantrera Rosa».  La cooperativa ha un negozio a Fossola lungo il viale XX Settembre. «E a metà maggio - spiega Radi - apriremo un ristorante: Bio & Mare. Pesce appena pescato abbinato con prodotti biologici e anche senza glutine per i celiaci. Trasferiremo la pescheria di Fossola in altri locali vicini: l'idea è quella di vendere i pesci al mattino, e poi all'ora di pranzo e per la cena, fare servizio di ristorante a prezzi convenienti. Pensiamo a 15 euro a persona, con un menù fisso del giorno, dall'antipasto al dolce (con scelta su primi e secondi), escluse le bevande che i clienti potranno anche portarsi da casa».  «Sta crescendo l'interesse di molte ragazze verso questo lavoro, ma dobbiamo valutare le loro capacità. Dall'esterno - dice Radi - sembra tutto facile e bello, un'attività affascinante, ma il lavoro è molto impegnativo, sia sul peschereccio che quando devi pulire e preparare il pesce. La sera guardiamo il mare, se è buono la mattina si parte, alle 4 e mezzo, cinque. Stiamo in mare circa un'ora e mezzo a calare le reti, rientriamo, e poi torniamo in tarda mattinata e per un paio di ore le salpiamo. Qui c'è un mare abbastanza pescoso. Noi siamo aperte all'ingresso di altre donne, i soldi, tanti o pochi che siano, li dividiamo da buone sorelle. A giorni si guadagna di più, a giorni meno, ma si arriva in fondo al mese e si può anche mettere qualcosa da parte».  C'è chi fra loro sogna anche un futuro lavorativo diverso, come Carolina che vorrebbe diventare criminologa, ma altre come Radi, sentono di avere trovato quello che cercavano: «La cosa più bella, per me, è quando si esce in mare: è un altro mondo, dove ti scrolli di dosso tutti i pensieri».

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