Il Tirreno

«Assunzioni anche per le carte sanitarie»

Claudio Figaia
<b>LEGA NORD </b>La conferenza del Carroccio in primo piano Massimo Polledri
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LEGA NORD La conferenza del Carroccio in primo piano Massimo Polledri

Lazzeri (Lega Nord): dieci contratti per distribuire le tessere, uno spreco

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 MASSA. Quando, lo scorso anno, il servizio sanitario regionale ha distribuito la nuova tessera sanitaria (quella con microchip), cosa hanno fatto le Asl toscane per favorirne la distribuzione e la conoscenza tra la popolazione anziana? Hanno contattato associazioni e volontariato e si sono fatti dare una mano. Cosa ha fatto, invece l'Asl di Massa Carrara? «Ha assunto dieci persone». A rivelare l'ennesimo caso di "spese disinvolte" nella sanità apuana è Gian Luca Lazzeri, consigliere regionale di Lega Nord.  Componente della commissione d'inchiesta regionale sulla sanità, Lazzeri spiega di avere ricevuto la notizia di queste assunzioni dai vertici stessi dell'Asl. Chiediamo al consigliere: si tratta, si spera e si intuisce, di assunzioni temporanee, a progetto? «Non so; di certo in tempi di vacche grasse, quando si spendeva allegramente, all'Asl questa era la norma: chiunque chiedesse, qualcosa riceveva. E si sa che chi ha un contratto a tempo determinato in qualche modo riesce prima o dopo a stabilizzarlo...».  Questo e altro nella conferenza stampa tenuta ieri dalla Lega Nord sul "caso del maxi buco nella sanità apuana". Durante la quale il Carroccio ha picchiato duro, ancora una volta, sulle responsabilità politiche di Rossi per il clamoroso deficit dell'Asl (meno 224 milioni quello ufficializzato dai conti della Regione). «Per dieci anni, Enrico Rossi ha gestito la sanità toscana, vantandosi dell'efficienza del modello. Ora i nodi vengono al pettine: le difficoltà di bilancio, di cui già si aveva sentore due-tre anni fa, è stato accuratamente tenuto nascosto fin dopo le elezioni di Rossi a governatore», accusa Claudio Morganti, parlamentare europeo e segretario della Lega Nord Toscana. «Rossi può dire che non sapeva, che non poteva sapere. Ma non può sottrarsi alla responsabilità politica di questo disastro dove il sistema dei controlli ha clamorosamente fallito, anche perchè i controllori erano sistematicamente nominati dai controllati. È il comandante in capo che paga per una sconfitta. E Rossi è ed era il capo della sanità», aggiunge Lazzeri.  Massimo Polledri, deputato del Veneto e vicepresidente della commissione parlamentare di inchiesta su errori e sprechi nella sanità, si tiene invece sul generale: «Dalla nostra inchiesta emergono elementi di grande preoccupazione. Da una parte gli aspetti di rilievo penale su cui sta indagando la procura. Dall'altra per la totale assenza di controlli su una gestione che evidenzia tuttora anomalie evidenti». Anomalie come la spesa per il personale: la più alta (in percentuale) della Toscana, con un rapporto di (quasi) 15 dipendenti ogni mille abitanti (a Pisa è del 6xmille) o del tasso di ospedalizzazione del 170,5, (la media è del 146,8.  Di fronte a tutto ciò, ha detto ancora Polledri (e gli altri esponenti della Lega), il rischio è quello di tagli drastici, del 30-40% all'erogazione dei servizi dell'Asl 1, che - lo dicono i report della stessa Regione - non sono di qualità altissima. «Ci chiediamo come la Regione possa garantire i servizi dovendo nel contempo fare fronte al maxi debito e alla costruzione dei nuovi ospedali, per i quali ha anticipato 450 milioni di euro, in attesa che le Asl ricavino qualcosa dalla vendita dei vecchi ospedali dismessi», dice Lazzeri.  Per il Carroccio toscano, però, la riduzione degli ospedali (che sono 5 compresa l'Opa nella nostra provincia di 200mila abitanti, un record) non sembra la strada maestra per ridurre il deficit e razionalizzare la spesa. «Un ospedale costa, ma ha anche una funzione sociale, specie nelle zone montane», sostiene il Polledri riferendosi alla Lunigiana. E anche la chiusura del punto nascita a Pontremoli non è la cosa giusta: si punti piuttosto a ridurre i giorni di degenza e i ricoveri evitabili anzichè cancellare una struttura importante anche per l'identità di un territorio, come il punto nascita. La Lunigiana, si sa, è una piccola roccaforte elettorale della Lega Nord.

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