Attenzione
VERTENZA CANTIERE
Psi soddisfatto, Prc polemico
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CARRARA. I socialisti della sezione "Puccinelli" di Marina, sono soddisfatti della firma per la commessa a favore di Nca. «Le Istituzioni hanno dimostrato coesione e chiarezza di intenti in momenti difficili anche grazie al sostegno dell'amministrazione comunale e del sindaco che ha seguito con impegno l'evoluzione di una vertenza difficile, condizionata anche da posizioni diversificate nell'ambito sindacale). I Socialisti sono convinti che, partendo da questo risultato, «devono ritrovarsi, con unità di obiettivi, i lavoratori e le istituzioni, superando le divisioni emerse nelle ultime settimane sul fronte sindacale, con un unico scopo: consolidare il futuro di Nca mantenendo il massimo livello di attenzione fino a quando non sarà definita una prospettiva chiara e concreta per il futuro di Nca». I socialisti «fanno appello affinché si avvii, anche nel movimento sindacale, una riflessione per fare fronte comune e contrastare quanti vorrebbero la chiusura di Nca». Ritengono che l'ingresso di un privato nella società debba avvenire con la presenza di Regione e Stato «che devono essere i garanti e coinvolti in un percorso che assicuri ai lavoratori un'occupazione stabile». Rifondazione comunista. «In merito alla gravità della situazione creatasi durante la concitata assemblea di venerdì 25 marzo decisiva per il futuro di Nca e la conseguente decisione di una sola confederazione sindacale di indire un referendum tra i lavoratori sulla parte dell'Accordo di Programma riguardante il cantiere navale», Rifondazione comunista, dichiara che «appoggoia coloro che hanno tentato di impedire che i lavoratori diventassero il capro espiatorio di un accordo-ricatto alla cui stesura i loro rappresentanti non sono stati ammessi né a partecipare né a discutere. L'Accordo di Programma in cui è stata inserita la liquidazione di Nca è il frutto avvelenato partorito tra Governo ed Istituzioni locali e regionali e la responsabilità delle inevitabili conseguenze è ascrivibile solamente a loro». Rc sostiene che, in base al testo del protocollo, «risulta evidente che la "riorganizzazione" funzionale all'"abbattimento dei costi diretti ed indiretti" avverrà durante e non alla fine della commessa Rfi». E ritiene «una forzatura inaccettabile considerare legittimo un referendum praticato senza che fosse presente la Commissione Elettorale regolarmente eletta e senza il minimo controllo sulla validità della consultazione».
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