Il dolore
Grande passione per calcetto e medioevo
Federico Ricci
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Federico Severino (al centro) in tenuta da portiere con gli amici della squadra di calcetto In estate si impegnava tantissimo per la rievocazione storica
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FOSDINOVO. «Ho perso davvero un grande amico, una persona fantastica, un professionista serio». Così Andrea Lagomarsini, giovane ingegnere titolare della ditta Aisac a Caniparola, conosceva Federico Severino (il Fedè, per gli amici) da anni non solo per via del lavoro (Federico installava tutto il materiale prodotto dalla Aisac) e non sa darsi pace per la terribile tragedia che si è consumata nella giornata di ieri a Sarzana. «Era un ragazzo d'oro e nel lavoro era attento, scrupoloso, preciso. Non riesco a credere quello che gli è successo proprio per questa sua professionalità e attenzione che metteva nel lavoro. E anche la ditta per cui lavorava nell'ambiente era nota per essere scrupolosa. E anche il lavoro che stava facendo, sistemando un'antenna alla stazione, era una cosa che lui poteva sbrigare in pochi minuti vista la sua esperienza lunga 12 anni in questo lavoro, quindi era un ragazzo che conosceva bene il suo lavoro e le insidie che può nascondere. È una tragedia senza un senso, una brutta ed incredibile tragedia. Abbraccio forte i suoi genitori Ermanno, impiegato in Comune a Fosdinovo, e Piera e la moglie Cristina, con la quale si era sposato nell'ottobre scorso». Federico aveva la passione delle rievocazioni storiche e infatti grazie a lui, come ricordano tutti i suoi amici, aveva un grande successo quella che ogni anno in estate è organizzata a Fosdinovo, sicuramente una delle più longeve e apprezzate dal pubblico. «Era l'anima della festa medievale - ricorda l'affranto Sirio Fusani - era sempre in prima linea nell'organizzazione ed è ancora fresca l'immagine di lui che si è fatto in quattro per organizzare quella dell'anno scorso, soprattutto dando un contributo decisivo per illuminare parti del borgo che erano importanti per la rievocazione. Aveva anche fondato una associazione "I fanti di spade" che si propone di ricostruire uno di quei drappelli di milizie cittadine che sul finire del XIII secolo, al soldo della Repubblica Genovese, difendevano i borghi della bassa Val di Magra. Sapeva farsi voler bene, un amicone, non riesco ancora a credere in questa tragedia. D'estate in previsione della festa ci vedevamo quasi giornalmente». E proprio durante la grande e seguitissima festa d'estate che si svolge ogni anno tra le antiche mura del centro storico di Fosdinovo, Federico dava il meglio di sè, eseguendo degli spettacolari duelli medievali, usando spade e armature autentiche. La notizia del tragico incidente si è diffusa subito in quel di Caniparola in quanto Federico, sia per la sue passioni (rievocazioni storiche e calcio) che per il suo carattere socievole, aveva una folta cerchia di amicizie.
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