Il Tirreno

«Eaton, meno chiacchiere, più fatti»

Fiom contro lo scambio tra vendita dell'area e ritiro delle azioni legali

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 MASSA. Per trattare la vendita delle aree, Eaton propone ai lavoratori di ritirare le cause di licenziamento. La Fiom non ci sta. «Non ha alcun senso - scrive - se il vincolo rappresentato dalla Eaton è quello del ritiro delle azioni legali. Crediamo invece pensabile che Eaton proponga di chiudere definitivamente la vertenza, illustrando un'ipotesi di accordo. Tutto ciò, però, niente ha a che fare con l'interessamento alla vendita delle aree. Inoltre molti dei lavoratori oggi si sentono legittimamente ex dipendenti senza alcun interesse per l'area, quindi non vi può essere alcun nesso plausibile tra i due percorsi: cause da una parte e vendita dall'altra».  Alessio Castelli, segretario provinciale di Fiom difende poi l'azione messa in campo dalla Regione sulla vertenza Eaton. «La prossima settimana andremo a chiedere all'assessore regionale Gianfranco Simonicini di conoscere i reali progetti dei soggetti interessati alla reindustrializzazione. Siamo comunque convinti che le azioni indicate e promosse dal presidente Enrico Rossi in sintonia con le Istituzioni locali vadano nel giusto senso, coinvolgendo tutto il territorio sulla responsabilità di governare le opportunità in modo coeso, senza divisioni incomprensibili e strumentali».  Questo territorio, chiude Castelli «come le ultime vertenze hanno evidenziato, spesso non è chiamato a decidere ma ad accettare. Fiom ritiene che questa non sia una pratica tollerabile: i lavoratori non possono essere condannati alla sopravvivenza degli ammortizzatori sociali; il diritto al lavoro resta per noi il valore primario su cui confrontarci e, come tutti sanno i tempi delle risposte stringono e nessuno può pensare di ritardarli senza assumersene con la responsabilità».

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di Redazione Massa