Sicurezza
Appaltopoli apuana. Lex direttore ha rischiato: il pm si era opposto, ma la difesa lha spuntata
Basta domiciliari, Iodice torna in libertà
Chiara sillicani
◗
EX DIRETTORE. Salvatore Iodice in tribunale in attesa della udienza Scarcerati anche il geometra Stefano Tendola e il contabile Salvatore Cantone
2 MINUTI DI LETTURA
MASSA. Sono tornati in libertà, da ieri, Salvatore Iodice, ex direttore del carcere, Salvatore Cantone, contabile e Stefano Tendola, geometra del provveditorato alle opere pubbliche. Da mesi erano, infatti, agli arresti domiciliari. Tutti e tre imputati per quella che è stata ormai ribattezzata l'appaltopoli apuana. Il giudizio immediato (rito speciale che non prevede l'udienza preliminare) è stato notificato sei mesi fa. Il 2 ottobre, per l'esattezza. Ieri, quindi, scaduti i termini previsti dalla legge, per Tendola e Cantone è scattata la scarcerazione: non sono più ai domiciliari. Più complicata la questione per l'ex direttore. L'accusa, rappresentata dal pubbico ministero Rossella Soffio, sosteneva che Salvatore Iodice non fosse scarcerabile in relazione ad uno dei reati che gli venivano contestati, il peculato. L'ex direttore lo avrebbe commesso utilizzando la macchina di servizio per uso privati. Riccardo Balatri, il legale di Salvatore Iodice, si è opposto e ha scritto al Tribunale. La difesa ha focalizzato la sua attenzione su due aspetti: ha sottolineato che il reato contestato non era peculato, ma più specificatamente peculato d'uso (tradotto: Iodice non si sarebbe impossessato dell'auto, ma l'avrebbe utilizzata). Non solo, secondo Riccardo Balatri non sussisterebbe il rischio di reiterazione del reato che potrebbe giustificare il prosieguo degli arresti domiciliari. Salvatore Iodice, infatti, non è più in servizio, è ormai pensionato. Non ci sarebero quindi istanze cautelari, in parole più semplici, motivi per confermare i domiciliari. Il pubblico ministero ha dato parere negativo alla richiesta della difesa di Salvatore Iodice, ma il Tribunale ha deciso la scarcerazione. Da ieri l'ex direttore del carcere è tornato in libertà. Il 20 aprile è fissata la prossima udienza del processo. In aula ci sarà Prospero Santacroce, l'imprenditore coinvolto nelle scandalo degli appalti in carcere. Lui ha scelto il rito abbreviato, ma il pubblico ministero lo ha chiamato come testimone nel giudizio immediato a Iodice, Cantone e Tendola. Nella scorsa udienza l'imprenditore ha ricostruito i suoi rapporti con l'ex direttore, rispondendo ale domande del pm. Il 20 aprile sarà controinterrogato dai legali della difesa.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
