Il Tirreno

Nca, i sindacati ancora spaccati

Un momento del voto di venerdì scorso
◗
Un momento del voto di venerdì scorso

La Fim: basta con le ambiguità della Fiom, se siamo vivi è merito nostro

2 MINUTI DI LETTURA





 MARINA DI CARRARA. La frattura sindacale in Nca non solo non si attenua, ma si allarga. La Rsu della Fim (la sigla dei metalmeccanici della Cisl) ha replicato con forza alle recenti uscite di Fiom e Cgil, rivendicando il suo contributo allo sblocco della fidejussione. Ma Fiom e Uilm insistono: è stato un ricatto.  La Rsu Fim sottolinea che «nonostante gli attacchi subiti, l'isolamento a cui sono stati portati dal resto della Rsu, si sono assunti la responsabilità di indire il referendum che è stato approvato liberamente da una ampia maggioranza che mai era stata tale in altri referendum promossi in cantiere. Non comprendiamo e non tolleriamo l'ambiguità della Fiom che attraverso la stampa ora cerca di appropriarsi di meriti che non gli appartengono nonostante solo 24 ore prima sempre a mezzo stampa avesse ribadito il suo no totale al verbale e all'accordo. Se avessimo perseguito il loro metodo saremmo giunti ad una fine certa ed immediata. I lavoratori, spinti solo dalla Rsu Fim, hanno deciso di continuare a vivere per altri 18 mesi, sicuri e fiduciosi che tutti insieme si possa definitivamente risolvere la vertenza, istituzioni locali in particolare il sindaco, la Provincia di Massa-Carrara, la Regione Toscana (da cui ora ci aspettiamo molto anche in termini di carico di lavoro, visto che ha breve si chiuderà la gara di privatizzazione della Toremar), segreterie provinciali e regionali di Fim e Cisl e non per ultimi i lavoratori di Nca che meritano un particolare ringraziamento dalla Rsu Fim per il senso di responsabilità evidenziato in assemblea e recandosi al voto».  Fiom e Uilm insistono: è stato un ricatto. Dure Fiom e Uilm: «L'accettazione di questo ricatto, ha determinato che il futuro di Nca sia sicuramente compromesso». A loro detta «Diventa difficile quindi da ogni punto di vista intravedere vincitori o vinti da tutta questa vicenda, a noi ci pare solo una sonora sconfitta di tutto il territorio». Fra l'altro «ad oggi ci risulta che la firma indispensabile che le organizzazioni sindacali avrebbero dovuto apporre per condividere questo percorso e che doveva essere la condizione irrinunciabile per l'acquisizione della commessa Rfi, non è stata ancora apposta mentre la fidejussione e già stata autorizzata, a chi è servito quindi spingere i lavoratori dentro un ricatto così subdolo?». A loro avviso «Il metodo Marchionne ha permeato ormai la società». E aggiungono: «La polemica riguarda la democrazia e le sue forme; non solo si sono raccolte delle firme spacciandole per un voto referendario ma le stesse sono state sottoposte al vaglio della dirigenza Nca. Non servirà forse questo a stabilire chi è affiliato e chi no facendo liste di buoni e cattivi?», scrivono le Rsu Fiom e Uilm.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Finanza

Pisa, sequestrati oltre 118mila prodotti falsi: dalle carte da gioco alle griffe della moda - Valore 650mila euro

di Redazione Pisa