Il Tirreno

L'Asl non paga, 200 senza stipendio

Chiara Sillicani
L'Asl non paga, 200 senza stipendio

Dipendenti di una coop aspettano la busta paga da dicembre

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 MASSA. Sono tempi duri. Per tutti. Sicuramente, però, lo sono ancor di più per chi deve tirare avanti senza stipendio, per chi vede trascorrere i mesi, ma di una busta paga neanche l'ombra. Tanto più se hai un contratto che non prevede ammortizzatori sociali. Oltre ducento persone (tradotto: duecento famiglie) che devono sbarcare il lunario senza contare sulla retribuzione. E - ironia della sorte - non perché il lavoro manchi. Tutt'altro. Il problema - ancora una volta, purtroppo - è l'Asl.  Il lavoro c'è, ma lo stipendio no. Niente a che vedere, quindi, con la crisi produttiva. Perché in ballo, questa volta, ci sono i servizi. Quelli erogati dalle cooperative per conto dell'azienda sanitaria e dei Comuni.  Del resto anche le amministrazioni comunali non sono certo fulmini nei pagamenti: i trasferimenti dallo Stato arrivano con il contagocce. Risultato? Le coop si vedono erogare fondi molto lentamente. Poi - capitolo a parte dopo la scoperta del buco - c'è l'Asl.  Le cooperative sono fornitrici dell'azienda, si occupano di residenze socio sanitarie, in parole semplici case di cura per persone con disabilità o anziane e garantiscobo assistenza domiciliare.  Insomma, per loro il lavoro non manca. Mancano, però, gli stipendi.   Lunigiana ko. Le cose non vanno a gonfie vele per nessuna delle cooperative, ma a soffrire di più sono quelle lunigianesi. Una è ormai al collasso. Ha oltre 200 lavoratori e non riesce a stipendiarli. Ha le casse vuote, l'Asl non paga. E a subirne le conseguenze sono i dipendenti che si ritrovano senza busta paga. Ormai da 4 mesi.  A dicembre la coop ha garantito la tredicesima, ma non è stata in grado di pagare gli stipendi. Senza retribuzione anche a gennaio, febbraio e marzo.   A rischio i lavoratori e i servizi. Duecento famiglie che non ce la fanno a tirare avanti. E a passarsela peggio sono i lavoratori con un mutuo sulle spalle. Il presidente della cooperativa, da parte sua, ha fatto il possibile, tanto da tirar fuori soldi di tasca propria perché i lavoratori non fossero in debito con la banca e potessero pagare regolarmente le rate.  Insomma, per le coop è un momento drammatico, nonostante l'accordo stipulato con l'azienda sanitaria che prevedeva soldi in tempi brevi in cambio di sconto e runicia agli interessi.  Sono gli effetti del buco che si abbattono sui lavoratori e, conseguentemente, sui servizi.  Perché se le coop collassano chi garantirà le loro prestazioni? E chi in azienda vive tutti i giorni assicura che di problemini ce ne sono parecchi.   Se l'assicurazione è mensile. I beninformati raccontano di grosse difficoltà anche a pagare l'assicurazione dei mezzi a disposizione dell'azienda, tra cui le auto per l'assistenza domiciliare. Risultato? L'assicurazione non sarebbe più annuale o semestrale, ma addirittura mensile. Rinnovata, appunto, mese dopo mese.  In questo modo le spese sarebbero più contenute - almeno nel breve periodo perché rimane da capire se quella politica non determini un incremento nei costi complessivi. Un dato che - se confermato dall'Asl apuana - proverebbe che il buco - qualsiasi siano la cause che lo hanno determinato - pesa eccome.  Soprattutto sui cittadini che certo non hanno contribuito a determinarlo.  

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