Il dolore
Master, sindacati sul piede di guerra
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LENTRATA. Lingresso alla sede della società in via Simon Musico Cgil e Uil pronti a dichiarare lo stato di agitazione: la Cisl non doveva muoversi da sola
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MASSA. A fare il primo passo è stata la Cisl: ha puntato il dito sui problemi organizzativi e gestionali di Master. Adesso si fanno avanti anche le altre due sigle sindacali. Così non emergono soltanto le criticità della società di riscossione dei tributi, ma anche quelle del fronte sindacale. Che, ultimamente (vedi il caso Asl), non mostra certo compattezza, neanche a livello locale. La Cisl, infatti, ha messo nero su bianco, in una nota del segretario enti locali, tutti i problemi di Master, dai custodi del cimitero alle cartelle Ici. Puntando l'attenzione sulla necessità di definire un mansionario, vale a dire di specificare competenze e ruoli, a tutela dei diritti dei lavoratori e a garanzia di un servizio il più efficiente possibile. Un paio di giorni e anche Cgil e Uil si fanno avanti. E la loro intenzione è chiara: tirare le orecchie, per così dire, alla Cisl che ha fatto il primo passo da sola. A conferma, quindi, che i problemi ci sono, ma vale la pena risolverli insieme. Insomma, anche Cgil e Uil ammetttono che le cose non vanno a gonfie vele, tanto da precisare, a chiusura di una nota, che «i tempi sono ormai maturi per dichiarare lo stato di agitazione». L'incipit del documento, però, è un chiaro monito alla Cisl: «Spiace indire un'assemblea del personale unitaria - scrivono Silvano Leoni (Cgil) e Carlo Mariani (Uil) - e leggere sul giornale esternazioni da parte di una componente sindacale e risposte del Presidente di Master, prima che le altre organizzazioni e lavoratrici e lavoratori abbiano potuto dire la loro. Forse - aggiungono - qualcuno deve resettare e ci rivolgiamo in particolare al Presidente. La commissione trattante si è riunita il 26 luglio, è stata richiesta l'applicazione di diversi istituti contrattuali, nonché la sottoscrizione di un contratto decentrato; il tutto è stato rinviato a settembre, ma ci è stato notificato un rinvio che tutt'ora persiste. Ad oggi non ci risulta che lo stesso Presidente abbia avuto il piacere di convocare il tavolo o abbia avuto la cortesia di riunire i sindacati per renderli edotti delle prospettive dell'azienda. Nei tavoli opportuni - proseguono - daremo risposte chiare a quanto affermato da Andreani. Siamo pronti a tutelare i diritti di lavoratrici e lavoratori in tutte le sedi; ci sembra che i dipendenti abbiamo prodotto molto». Poi l'attenzione passa appunto agli aspetti gestionali: «Siamo partiti da zero e a zero ancora siamo in quanto ad organizzazione generale. Chiediamo poi alla Cisl che i prossimi comunicati siano "unitari". Crediamo che l'assemblea fosse il luogo giusto per dare risposte». E ricordano che per il 2 febbraio è convocata, appunto, l'assemblea in cui si discuterà di «regolamento uffici, servizi e codice disciplinare, organizzazione del personale e contratto decentrato». E ancora: «Saranno i lavoratori a dettare le regole e le condizioni con le quali andremo a trattare». E una conclusione forte: «Per parte nostra riteniamo che i tempi siano ormai maturi per dichiarare lo stato di agitazione».
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