Il Tirreno

Gaia sotto accusa. Consigliere Pdl contesta la gestione sulla base dei dati 2005-2010 relativi al nostro comune avuti dall’azienda

Tonarelli: bollette per 40 milioni, investiti 4

Tonarelli: bollette per 40 milioni, investiti 4

Vorrebbe il ritorno al vecchio gestore con entrate da spendere solo per Carrara

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CARRARA. «Gaia ha risposto alle mie domande, e ora sono ancora più convinto che Carrara non doveva entrare nella società. Bisogna tornare al vecchio gestore locale, per reinvestire i soldi dei cittadini su questo territorio», dice Luciano Tonarelli del Pdl. Il consigliere Tonarelli (nella foto) aveva rivolto un'interpellanza ponendo alcuni quesiti. Ecco le risposte ricevute da Gaia: relativamente alla sua richiesta di conoscere i dati dei fatturati a Carrara per la gestione del servizio idrico integrato (acquedotto, fognature e depuratori), Gaia fornisce a Tonarelli gli importi dal 2005 al 2010 fatturati rispetto alle bollette emesse.  Il totale fatturato ammonta a 40.999.997 euro di cui 3,5 milioni non ancora riscossi (da cittadini che non hanno pagato le bollette): ma il 2010 è conteggiato solo per nove mesi, fino al terzo trimestre. Tonarelli ha fatto un calcolo induttivo sul quarto trimestre, «che dovrebbe essere - dice - sugli 8.600 euro, che portano il totale annuale a 43.152.000 euro.  Il consigliere chiedeva anche l'ammontare degli investimenti fatti nel nostro comune, e Gaia, ha fatto una stima per difetto del periodo compreso fra il 2006 e il 2010, tenendo conto che "il sistema di contabilizzazione degli investimenti, in particolare nella fase di avvio della società, non prevedeva una rendicontazione tale da consentire una rappresentazione per comune". Dunque: gli investimenti su Carrara sono stati pari a 7 milioni nel 2005. E successivamente, pari a 485.164 euro, 1.495.563, 1.238.549 e infine nel 2010 investimenti per 366.744 euro. Per un totale di 10,7 milioni di euro.  «Ma - osserva Tonarelli - nell'importo del 2005 è compreso l'acquisto del ramo di azienda Amia per 6 milioni e mezzo, che non si può considerare come un investimento per opere sul territorio, per cui decurtandoli, restano solo poco più di 4 milioni». Secondo il consigliere una spesa insufficiente rispetto alle necessità di interventi su Carrara; peraltro Tonarelli e altri cittadini si sono lamentati per come funziona il depuratore della Fossa Maestra. «In fatto di impianti di depurazione - dice il consigliere del Pdl - Gaia ne gestisce 400 in tutta l'area di sua competenza. 200 a nostro avviso non funzionano, e altri solo in parte. Eppure Gaia mi comunica che "le risorse economiche e finanziarie che derivano dalla tariffa sono impiegate in primo luogo nella gestione del servizio nei comuni dell'Ato 1 e in secondo luogo nella realizzazione degli investimenti che vengono pianificati per risolvere le criticità presenti sul territorio gestito"».  Gaia nel rispondere all'interpellanza, informa anche che i costi di gestione su Carrara ammontano a 6,3 milioni e ribadisce il principio solidaristico (dettato dalla legge in materia) tra tutti gli utenti del servizio idrico: significa che l'incasso di tutte le bollette degli utenti di Carrara viene utilizzato anche per interventi in altri comuni sotto Gaia. Tonarelli non condivide il meccanismo: «Gaia ha già una gestione difficoltosa, avrà bisogno di ulteriori finanziamenti per fare investimenti, e ciò vuol dire aumento di capitale sociale. Non è così che si risolvono le cose. A suo tempo ho votato contro l'ingresso di Carrara in Gaia, lo rifarei subito, perchè da come stanno le cose non si vede un futuro. Bisogna tornare al vecchio gestore, "in house", affinchè i soldi dei carraresi vengano reinvestiti solo nel servizio idrico di questo territorio». C.C.

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