Sicurezza
Segheria devastata dai ladri di rame:
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«Hanno devastato la mia azienda: mi hanno fatto 500mila euro di danni, distruggendo tutto, dai generatori ai fili elettrici. Così non riuscirò mai a ripartire». Un grido di allarme che arriva da un noto imprendiotre del settore lapideo, Aldo Antonioli.
La sua azienda di marmo, lo storico laboratorio e segheria Albatros due srl a Canevara, aveva chiuso i battenti un anno fa, per colpa della crisi. Nei giorni scorsi Antonioli ha dovuto fare i conti con un vero e proprio scempio che ha colpito al cuore l’azienda messa in piedi nel 1974 con tanti sacrifici e in cui lavoravano, fino a qualche anno fa, anche punte di 100 dipendenti. Ora la sua segheria è stata completamente devastata da ladri di rame che, per mettere insieme il bottino non hanno esitato a spaccare i generatori, strappare tutti i fiuli elettrici e mandare in mille pezzi gli impianti.
Non solo, all’interno dei locali ci sono, evidenti, i segni di un prolungato bivacco, resti di cibo e ogni genere di rifiuti abbandonati. «Qualche giorno fa sono andato a controllare il labvroatorio - racconta Antonioli - Ho subito notato che era stato cambiato il lucchetto all’ingresso. Sono dovuto entrare da una porta laterale e mi sono trovato di fortne a uno spettacolo terribile. Della mia azienda non c’era più nulla: solo mucchi di fili gettati a terra e aperti. Generatori rovesciati. Una devastazione ovunque e matasse di rame accumulate, pronte per essere portate via e immesse nel mercato. Hanno distriutto tutto: dDa un primo calcolo i danni ammontano a 500mila euro ».
È immediatamente partito l’allarme alle forze dell’ordine. I carabinieri hanno agito tempestivamente e hanno fermato un cittadino rumeno con una macchina carica di rame. Sicuramente uno dei membri della banda che ha raso al suolo l’interno della ditta di marmo. Per lui processo per direttissima, ieri mattina in tribunale a Massa, e una condanna «lieve»: dovrà rimanere in casa dalle 19 alle 7 del mattino e non abbandonare la provincia. In più una multa di 200 euro. «Ringrazio i carabinieri, che hanno agito in tempi brevi e hanno dimostrato grandissima disponibilità e impegno - spiega Antonioli - Certo resta l’amarezza, enorme, per come è stata ridotta la mia azienda. Adesso la cosa che farò per prima è dare una bella pulita, questo sì. Ma, anche considerato il momento difficile che sta vivendo il settore, non credo che ce la farò a rimetterla in piedi».
La sua azienda di marmo, lo storico laboratorio e segheria Albatros due srl a Canevara, aveva chiuso i battenti un anno fa, per colpa della crisi. Nei giorni scorsi Antonioli ha dovuto fare i conti con un vero e proprio scempio che ha colpito al cuore l’azienda messa in piedi nel 1974 con tanti sacrifici e in cui lavoravano, fino a qualche anno fa, anche punte di 100 dipendenti. Ora la sua segheria è stata completamente devastata da ladri di rame che, per mettere insieme il bottino non hanno esitato a spaccare i generatori, strappare tutti i fiuli elettrici e mandare in mille pezzi gli impianti.
Non solo, all’interno dei locali ci sono, evidenti, i segni di un prolungato bivacco, resti di cibo e ogni genere di rifiuti abbandonati. «Qualche giorno fa sono andato a controllare il labvroatorio - racconta Antonioli - Ho subito notato che era stato cambiato il lucchetto all’ingresso. Sono dovuto entrare da una porta laterale e mi sono trovato di fortne a uno spettacolo terribile. Della mia azienda non c’era più nulla: solo mucchi di fili gettati a terra e aperti. Generatori rovesciati. Una devastazione ovunque e matasse di rame accumulate, pronte per essere portate via e immesse nel mercato. Hanno distriutto tutto: dDa un primo calcolo i danni ammontano a 500mila euro ».
È immediatamente partito l’allarme alle forze dell’ordine. I carabinieri hanno agito tempestivamente e hanno fermato un cittadino rumeno con una macchina carica di rame. Sicuramente uno dei membri della banda che ha raso al suolo l’interno della ditta di marmo. Per lui processo per direttissima, ieri mattina in tribunale a Massa, e una condanna «lieve»: dovrà rimanere in casa dalle 19 alle 7 del mattino e non abbandonare la provincia. In più una multa di 200 euro. «Ringrazio i carabinieri, che hanno agito in tempi brevi e hanno dimostrato grandissima disponibilità e impegno - spiega Antonioli - Certo resta l’amarezza, enorme, per come è stata ridotta la mia azienda. Adesso la cosa che farò per prima è dare una bella pulita, questo sì. Ma, anche considerato il momento difficile che sta vivendo il settore, non credo che ce la farò a rimetterla in piedi».
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