Il dolore
Polo tecnologico al de profundis
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Una veduta di Carrarafiere dove dovrebbe nascere il polo tecnologico Il territorio si prepara a dire addio a 740mila euro
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CARRARA. Un altro treno che il territorio rischia di perdere. Una sfida, quella del nuovo polo tecnologico, per cui si prepara già il de profundis. E, cosa più importante, un finanziamento da 740mila euro che, entro la fine del mese, la Regione potrebbe ritirare. Anzi è molto probabile che lo faccia visto che, in quel di Massa Carrara nessuno si è messo d'accordo. Ancora una volta. Il nodo da sciogliere, apparentemente, sembra essere solo quello del consorzio Erica, il vecchio polo tecnologico destinato ad essere assorbito da quello nuovo. Ma con una carico di debiti (oltre 200mila euro nei confronti della Regione di affitti arretrarti) di cui Firenze non si vuole prendere carico. In realtà i problemi sembrano essere anche molti altri. Polo tecnologico: finanziamento a rischio. I tempi sono stretti. Entro il 31 gennaio la Regione attende una risposta dal territorio. Altrimenti, addio soldi. Ad oggi tutto è bloccato per la questione di Erica, società di cui il Comune di Massa è maggiore azionista (con ilo 50%, il 35% del pacchetto è nelle mani del COnsrozio zona, poi ci sono le Università di Pisa e Firenze e i privati). L'assessore provinciale Paolo Baldini, proprio per questo, chiama in causa il sidnaco Pucci. ««Questa è una partita che al Regione e il Comune di Massa dovevano risolversi già da tempo visto che nè la Provincia nè il comune di Carrara fanno parte di Erica». Pucci: I debiti? Se la deve sbrigare Erica. Non si fa attendere la replica del primo cittadino di Massa. «Cominciamo col dire che io quella situazione debitoria di Erica l'ho trovata - spiega Pucci - E che sono stato io a dare disposizione ci cacnellare quel centor tecnologico, altrimenti, gli intelligentoni ne avrebbero fatti due sullo stesso territorio. Detto questo il Comune non ha certo intenzioen dia cocllarsi il debito: e Bladini, che conosce bene gfli ambienti industriali, dovrebbe sapere che le aziende rispondono con i mezzi che hanno». Secca la replica del rpesidente di Erica, Paolo Antonelli. «Il nostro consorzio ha sempte boccheggiato perchè sono pochi gli imprenditori che testano i loro materiali - spiega - Il fatto vero è che lavoriamo meglio con l'estero che con la provincia apuana». Insomma il primo polo tencologico non ha mai ingranato. Era necessario progettarne uno nuovo? A.V.
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