Il Tirreno

La Kielland si pente e vuole tornare

Cinzia Carpita
Una nave da crociera venuta nel porto di Marina
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Una nave da crociera venuta nel porto di Marina

Guccinelli: Trumpy chiede 9 accosti, ma dopo la fuga del 2010 servono garanzie

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 CARRARA. Prove di dialogo, per il ritorno delle navi da crociera in porto, fra la Port Authority e la Trumpy Tour. Gli esponenti del Tour operator, Giovani Costa ed Eugenio Kielland, si sono presentati giovedì scorso al presidente dell'Autorità portuale Luigi Guccinelli, assieme ai vertici dell'agenzia marittima Maggiani che si è occupata degli attracchi per i passeggeri.  In ambiente portuale (e comunale) brucia ancora lo "strappo" della scorsa estate, cioè la brusca interruzione degli scali crocieristici a Marina, in piena stagione turistica, che - secondo stime degli addetti ai lavori - con l'annullamento di 7 navi su 13 e il trasferimento delle tappe delle crociere da Marina al porto di Livorno, ha fatto perdere al nostro territorio circa 150mila euro.  Di recente la Trumpy (come già pubblicato in esclusiva dal Tirreno) ha fatto sapere all'agenzia Maggiani l'intenzione di tornare con nove accosti, domenicali, con la nave Thomson Destiny. Guccinelli ci va cauto, visti i problemi esplosi il luglio scorso.  Conferma l'incontro avvenuto giovedì scorso: «Sì, sono venuti a parlarmi Kielland e Costa, e ho chiesto che mi ragguagliassero meglio rispetto al pregresso. Ho vuto scuse e rassicurazioni. Mi hanno detto che c'era stato un inconveniente sul bunkeraggio (rifornimento di carburante ndr.), perchè la nave dello scorso anno veva bisogno di fare frequenti rifornimenti e il porto di Livorno era diventato per loro il più conveniente economicamente, cioè più competitivo. Io ho contestato il fatto che ci hanno messi di fronte al fatto compiuto. Hanno aggiunto che l'armatore non aveva gradito che ci fosse un servizio a terra per i turisti, concorrnte a quello offerto sulla nave». Nel 2010 scoppiarono infatti le polemiche sul bunkeraggio ma anche sulle escursioni offerte ai crocieristi dal concorsio locale (nato da un bando comunale) che, secondo l'armatore sarebbe entrato in rotta di collisione col pacchetto-gite venduto a bordo. Localmente l'opinione fu diversa. Fatto sta che le ultime sei delle 13 navi previste, non arrivano più a Marina.  Un conflitto di mezza estate che sembrava aver messo la parola fine alle crociere in terra apuana, almeno in attesa della stazione marittima prevista dal futuro piano regolatore portuale.  Invece la Trumpy Tour si riaffaccia. «Abbiamo sottolineato - spiega Guccinell - che non abbiamo gradito che sparissero le navi all'improvviso. Kielland e Costa ci hanno risposto che sono disponibili a dare ampie garanzie, tornando con la Thomson per 9 domeniche. La Port Authjority è disposta a iniziare un percorso, ma, vista l'esperienza pregressa, occorreranno garanzie generali e porterò quindi la cosa all'attenizone del comitato portuale, a febraio. Per ora, nessun sì».  Il consorzio locale per i servizi a terra è decaduto, in quanto aveva validità sperimentale (secondo il bando comunale) solo per il 2010. Non si sa se il Comune riproporrà questa opportunità imprenditoriale. In quanto al bunkeraggio, pare che il problema sia stato superato: «La Thomson Destiny - informa Guccinelli - ha un serbatoio più grande della nave del 2010, per cui il discorso del rifornimento di carburante è bypassato».  Ma la prossima parola ora spetta al comitato portuale.

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