Il Tirreno

«Cava Viti e comparti? Errori ereditati dal passato»

Il sindaco Federico Binaglia
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Il sindaco Federico Binaglia

Il sindaco Binaglia replica alle accuse del Comitato: troppe bugie contro di me

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 MONTIGNOSO. Finale di campagna con polemiche per le primarie. Con Federico Binaglia, sindaco uscente, che replica alle accuse del comitato "Buffoni sindaco".  «Leggo - scrive - una sequela di falsità dei supporter del candidato Buffoni. Si usano termini denigratori tipo "lacerazioni nel tessuto sociale" come se, in questi 10 anni fossero stati all'opposizione, facendone parte, invece, con assessori e consiglieri: basti pensare alla figlia di Narciso Buffoni, per quasi 5 anni assessore a Finanze e Commercio».  Binaglia contesta quanto detto dal comitato e cioè che "Buffoni non si è candidato forzato dai suoi sostenitori", bensì sulla base di "convinzioni maturate nel tempo": «E allora perché fino ad un mese fa ha dichiarato che fare il sindaco non gli interessava e che non si sarebbe mai candidato? Basta rileggere le dichiarazioni del 5 gennaio in cui diceva: "Erano mesi che dicevo no a chi mi chiedeva di tornare. E non solo questa estate, ma anche a ottobre, novembre e dicembre". Chi dice bugie?»  Sull'urbanistica: «I comparti sono stati un'invenzione del Piano Strutturale varato da Buffoni, che io ho condiviso e cercato di migliorare coun una variante che accantona gli irrealizzabili "mega-comparti". La variante, inoltre, tra le altre cose positive, taglia di 30mila mq la superficie impiegata sul territorio: dunque meno cemento, come attestano i dati verificabili e non gli artifici verbali».  Su Cava Viti e bricchettaggio: «Sono due argomenti che pesano parecchio sul passato di Buffoni. In molti ricordano che un barattolo con le famigerate bricchette rimase mesi esposto nell'ufficio del sindaco Buffoni quale panacea di tutti i mali di Montignoso. Tanti ricordano che furono gli allora assessori Nardi Perna e Lucia del Giudice a presenziare alla conferenza di servizi che diede il via all'impianto di bricchettaggio. Poi vennero le 5mila firme e la mia amministrazione, che prevedeva la reindustrializzazione dell'area dove avrebbe dovuto sorgere il bricchettaggio. Tutti si sbaglia, gli errori non possono essere furbescamente rimossi, ma devono far parte nel bagaglio personale di tutti noi per evitare di ripeterli».

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