Sicurezza
Angeli ripercorre la vicenda e dice: la partecipazione sulle scelte cè stata, eccome
Cava Fornace, parla la Provincia
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MONTIGNOSO. "Su Cava Fornace ristabiliamo un po' di verità": la Provincia interviene sulle polemiche ripercorrendo, con una nota ispirata dal presidente Osvaldo Angeli, l'intera vicenda. «A seguito dell'entrata in vigore di nuove norme, per continuare a ricevere marmettola che non era più "materiale inerte" ma "rifiuto speciale non pericoloso" l'impresa che gestiva l'impianto presentò un progetto per l'autorizzazione ambientale integrata (Aia). Nel procedimento di autorizzazione si espressero tutti gli enti interessati; per questo motivo non è assolutamente corretto affermare che non vi sia stato alcun iter partecipativo. Nel 2007, a conclusione di questo percorso, veniva rilasciata un'autorizzazione per Cava Fornace e la sua riclassificazione per un quantitativo massimo e complessivo di 48mila metri cubi di materiali, nonché fino alla cosiddetta "quota +20slm.". Va precisato che per quanto riguarda la percentuale di materiali di conferimento per arrivare a quota 20 non sono stati, evidentemente considerati solo i quantitativi autorizzati nella fase finale, ma tutte le quantità conferibili fino a quota 20. Le autorizzazioni relative ai vari codici di rifiuti (sempre speciali non pericolosi, compreso l'amianto) e successive alle riclassificazione risultavano le stesse delle precedenti autorizzazioni. "Per i procedimenti attualmente in essere, quale quello relativo al progetto di completamento, è in fase di conclusione il procedimento di Via, nell'ambito del quale è stata svolta la ben nota inchiesta pubblica».
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