Attenzione
Cassa integrazione al cantiere Fipa
Gabriele Dini
Poche commesse, da domani per 35 dipendenti scatta la Cig a rotazione
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MASSA. La ripresa tarda il suo ritorno anche nella nautica mettendo in grossa difficoltà le aziende. E così per molti lavoratori torna l'incubo della cassa integrazione. Il nuovo allarme arriva dal gruppo Fipa, azienda leader del settore nella produzione di yacht da diporto che nei sui stabilimenti di Massa e in Versilia conta circa 157 dipendenti. Da lunedì 50 lavoratori del gruppo inizieranno la cassa integrazione a rotazione. Il provvedimento, deciso dalla direzione aziendale con l'avallo dei sindacati, riguarda circa un terzo dei dipendenti. Per gli operai per ora si parla di turni a rotazione che dureranno 4 settimane. La cassa integrazione per gli impiegati andrà avanti per almeno tre mesi. Al momento è difficile capire se il provvedimento verrà esteso per un periodo di tempo più lungo. Parte dei dipendenti dell'azienda avevano dovuto far ricorso agli ammortizzatori sociali già tra agosto e ottobre per 11 settimane. «Adesso ogni gruppo di lavoratori starà a casa è per un mese a partire dal 31 gennaio - spiega Vincenzo Donnini, delegato della Rsu di Massa dell'azienda - un sacrificio notevole ma comunque inferiore a quello fatto in autunno». La preoccupazione è comunque grande, come fa sapere il segretario della Fiom Versilia, Lamberto Pocai (che al momento segue la questione Fipa per Massa per conto del sindacato dei metalmeccanici). «Il sacrificio è grande - commenta Pocai - ma almeno scongiura i licenziamenti temuti all'inizio della vertenza. Purtroppo secondo noi la ripresa nella nautica, nonostante le dichiarazioni ottimistiche di alcuni economisti, tarderà ad arrivare». Il timore della Fiopm è giustificato, visto che se non arrivano nuove commesse in questi mesi è difficile che possano farlo in estate quando gli eventuali lavori dovrebbero essere consegnati. Per questo Pocai, pur riconoscendo all'azienda grande disponibilità nelle trattative, insiste a chiedere a Fipa progetti concreti per il rilancio e la riconquista delle sue quote di mercato. In realtà i capannoni della sede massese dell'azienda in via Dorsale al momento non sono vuoti. Come del resto quelli di Viareggio e Massarosa. Purtroppo gli ordini non sono sufficienti a dar lavoro a tutto il personale. Tra l'altro l'azienda - che raggruppa marchi prestigiosi come Maiora, Ab yachts e Cbi navi - ha di recente venduto un 20 metri nelle ultime settimane. A Viareggio si sta anche realizzando un 27 metri la cui costruzione, in assenza di un compratore, viene finanziata dall'azienda stessa. Ma tra i lavoratori massesi - che dopo l'ultima ristrutturazione dell'azienda oscillano tra 35 e 40 - c'è ottimismo. «Al momento - spiega ancora Donnini - in cantiere c'è uno yacht Ab140 che verrà terminato a maggio. Poi ci sono due imbarcazioni da 30 metri su cui si sta lavorando, oltre che ad altre barche in refitting». Per Donnini la situazione del "ramo" massese dell'azienda è migliore di quella versiliese. «Qui nonostante la crisi stiamo comunque lavorando - spiega il delegato della Rsu - molti altri cantieri hanno chiuso o hanno fatto massiccio ricorso alla cassa integrazione. Adesso speriamo che la ripresa arrivi sul serio». La Fipa produce yacht in vetroresina fino a 50 metri e imbarcazioni in acciaio e lega leggera. A Massa in questo momento produce soprattutto yacht open con idrogetti per il marchio Ab Yachts. Qui è stata trasferita anche la produzione del marchio Maiora per le imbarcazioni superiori a 30 metri.
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