Il Tirreno

Turismo: elementi di debolezza e di attrazione. L’opinione degli abitanti e degli adetti ai lavori

Metà dei residenti non farebbe una vacanza qui

Metà dei residenti non farebbe una vacanza qui

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 CARRARA. La conferenza provinciale sul turismo ha fotografato il grado di accoglienza del nostro territorio, attraverso indagini (fra abitanti, operatori di settore, opinion leaders) dell'Istituto studi e ricerche della Camera di commercio. Spicca il fatto che oltre la metà dei residenti non verrebbe a fare una vacanza in loco: ci verrebbe solo per le bellezze naturali, e non per i servizi turistici.  Si comincia bene. E tra i punti di debolezza ci sono anche: l'erosione, offerta turistica di bassa qualità, conflittualità interna, promozione insufficiente anche on-line, stagionalità della domanda, scarsi collegamenti fra la costa e la Lunigiana, scarsa sinergia fra i balneari e gli altri operatori turistici.  Altri problemi: prezzi concorrenziali di altri paesi, un turismo balneare che da solo non è più sufficiente, difficoltà crescenti ad attrarre turisti stranieri.  Ma ci sono anche i punti di forza: il paesaggio, il clima, un aeroporto vicino, il complesso fieristico, un territorio che fa da cerniera a tre regioni. E non mancano le opportunità: il futuro porto turistico e il fatto che sta crescendo il mercato di prossimità: cioè si fanno vacanze a medio chilometraggio.  Il giudizio dei residenti sullo sforzo fatto dalle istituzioni è largamente negativo.  Gli opinion leaders apuani (enti locali, associazioni) sono più fiduciosi sul futuro, mentre sono più cauti gli operatori del settore. Le istituzioni puntano sul patrimonio museale e culturale, gli operatori maggiormente sulle risorse naturalistiche e sulla qualità della ricettività. In particolare gli operatori chiedono una unica cabina di regia, la filiera del turismo, punti di informazione.  Insomma, c'è tanto da fare.  Secondo Alessandro Tortelli dell'Istituto tecnico per il turismo di Firenze, bisogna partire dai nuovi veicoli del turismo come internet, e considerare la competizione internazionale, il low-cost e in particolre il marketing emozionale: cosa è? Offrire emozioni ai turisti. E affinché la macchina dell'offerta turistica sia ben oliata, ci vogliono: il prodotto buono, la finalità (storica, artistica, culturale, enogastronomica ecc.), la competitività, la collaborazione pubblico-privato, la vivibilità della città, evitare sovrapposizioni fra soggetti di promozione, cogliere l'opportunità offerta (e finanziabile) dal turismo sociale di bassa stagione. E poi occorre una cabina di regia: non decisionale ma di coordinamento fra tutti i soggetti in gioco. C.C.

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