Il Tirreno

La Fiom: «Siamo più di 15mila»

Claudio Figaia
<strong>L’ARRIVO: </strong>i manifestanti scendono dai 90 pulmann arrivati in città          <strong>OPERAI IRONICI: </strong>A destra un cartello “suggerito” da Antonio Albanese
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L’ARRIVO: i manifestanti scendono dai 90 pulmann arrivati in città OPERAI IRONICI: A destra un cartello “suggerito” da Antonio Albanese

Cori contro Berlusconi e Marchionne nel lunghissimo corteo degli operai

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MASSA. Pacifico, imponente, lunghissimo (quando si è snodato sull'Aurelia tra la testa e la coda c'era almeno un chilometro), il corteo delle tute blu della Fiom ha invaso ieri mattina la città.  «Siamo 15mila», esulta Mauro Faticanti, segretario regionale dei Metalmeccamnici della Cgil. Otto-diecimila è la stima fornita durante la manifestazione da funzionari della questura, cifra poi rivista al ribasso in un comunicato diffuso nel pomeriggio dal questore Lanzillotto che parla di "circa 6mila" dimostranti. Tanti, comunque, tantissimi per Massa, che mai aveva visto un corteo così numeroso.  La partenza è dai cancelli della Eaton: scelta voluta dal sindacato perchè la lotta degli (ex) operai della multinazionale è diventata un simbolo, ma la grande partecipazione ha obbligato gli organizzatori del corteo della Fiom Toscana, a ritardare la partenza per aspettare l'arrivo davanti alla Eaton di oltre 1.000 lavoratori giunti in treno, e trasferiti con bus navette, e di quelli arrivati da tutta la regione al parcheggio dello stadio comunale con 90 pullman. Apre il corteo lo striscione «da Pomigliano a Mirafiori difendiamo ovunque contratto e diritti.

Il lavoro è un bene comune».  Sfilano i sindaci: Roberto Pucci, Federico Binaglia, delegati degli altri Comuni; passano i gruppi delle fabbriche di tutta la Toscana. Quelli della Eaton, è ovvio, di Piaggio, De Tomaso, Magma, Rational Aga, Sammontana, Henraux, Nuovo Pignone, Officine Galileo e molte altre. Ci sono i partiti: gli spezzoni compatti e pieni di bandiere di Rifondazione comunista e Sinistra Ecologia e Libertà; Sinistra critica, Pmli e Carc; tutti separati, ovviamente. C'è l'Idv con in testa il deputato Fabio Evangelisti, ci sono quadri e dirigenti sparsi del Pd (che ha inviato una delegazione dalla segreteria toscana).  Ma ci sono anche i lavoratori del Maggio fiorentino, quelli dell'Università di Firenze, i pensionati della Spi i poliziotti del Siulp-Cgil, gli studenti - non tantissimi - i precari di università e scuole, i delegati della Funzione pubblica.  Cori da stadio contro Silvio Berlusconi e Sergio Marchionne, camioncini che diffondono musica (L'Internazionale, Bella Ciao, Fischia il vento, ma anche Manu Chao e Checco Zalone), fischi e grida quando si passa davati al Mc Donald's. Esplodono alcuni petardi, l'elicottero della polizia che volteggia sul corteo si becca qualche coro di insulti.

La tensione, tuttavia, è zero, e neanche la provocatoria scritta "Andate a lavorare" che appare da una finestra all'ingresso nel centro accende più di tanto gli animi: fischi, insulti, qualche lanciaio di arancia e il "buontempone" ritira il cartello.  Tutt'intorno, i volti stupiti dei massesi («quanta gente...!»), un traffico paralizzato, un'ingente e discretissimo spiegamento di forze di polizia, qualcuno che applaude dalle terrazze e pure cartelli di solidarietà con il corteo su diversi negozi.

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