Il dolore
«La Eaton dev'essere salvata»
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UN CHILOMETRO: Il maxi corteo degli operai riempie l’Aurelia diretto verso il centro città Il serpentone era lungo circa un chilometroE tra le tute blu c'è chi grida: sciopero generale
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MASSA. «Dicono che siamo isolati? Ecco, questo è il nostro isolamento. Questa è l'Italia reale». Infiamma la piazza Fulvio Fammoni segretario confederale della Cgil. Da una parte dei manifestanti si alza il coro «sciopero generale», il sindacato non raccoglie. Si conclude così, alle 13,30, la giornata massese delle tute blu. Piazza Aranci è piena, ma non strapiena, una buona parte dei manifestanti neanche si affaccia alla piazza dove è innalzato il palco per il comizio finale: preferisce, una volta raggiunto il centro, tornare a pulmann e auto. «Tanto il risultato lo abbiamo raggiunto», dicono. Cambia anche il percorso, su richiesta delle forze dell'ordine: niente giro da via Prado-Martana-via Alberica, ma l'afflusso in piazza direttamente da viale Chiesa. Prende la parola per primo il sindaco Roberto Pucci che ringrazia la la Fiom per aver scelto Massa come città simbolo.
Parla di «una crisi epocale e di sistema che colpisce non solo Eaton, Ica, Nca, ma anche decine di aziende più piccole», il sindaco, ricordando come la provincia di Massa Carrara sia già stata teatro, negli anni '90 della fuga di molte aziende. E snocciola le cifre drammatiche di questa crisi: la cassa integrazione ordinaria che sul nostro territorio passa dalle 417mila ore del 2006 alle 922mila del 2009; la Cig straordinaria che esplode da 257mila e un milione e 429mila ore; quella in deroga che dal 2007 al 2009 balza da 2mila e 4.600 ore: l'indennità di mobilità che aumenta del 100%. Parlano poi rappresentanti di diverse aziende toscane: Giovacchino Pitanti per la Eaton - applauditissimo - e, tra gli altri, una delegata della ex Electrolux di Sesto Fiorentino, la multinazionale che, come Eaton ha chiuso la fabbrica per delocalizzare la produzione all'est. Oggi, i lavoratori di quell'azienda sono ancora a lottare per un posto di lavoro sicuro ma una prospettoiva almeno ce l'hanno: la riconversione verde dell'azienda con l'ingresso della Ital Solar che produce pannelli fotovoltaici. Quello che si sogna per Eaton.
Ma è Fulvio Fammoni, segretario della Fiom nazionale ad accendere la piazza. Snocciola anche lui le cifre della crisi, quelle nazionali: 1,2 miliardi di ore di cassa integrazione erogate («come se ogni giorno 500mila lavoratori siano in "cassa"»), 2 milioni di disoccupati, 3 milioni con contratti precari ma anche «decine di migliaia di lavoratori precari che con coraggio, sfidando il rischio del licenziamento, hanno impugnato il loro contratto davanti al giudice». Fammoni rivendica la giustezza della linea Fiom «che si batte per la democrazia, perchè i lavoratori possano scegliere il loro sindacato e i loro delegati; per difendere il contratto di lavoro». E chiude: «La Eaton può e deve essere salvata». Non mancano le critiche a Fiat e a Cisl e Uil: «Non è vero che cerchiamo solo di avere il diritto di veto, qui in Toscana e in tutta Italia abbiamo siglato migliaia di contratti. Lo facciamo sempre con le aziende che riconoscono il lavoro come un valore». Massimo Masat segretario Fiom nazionale rincara: «Il modello Fiat è un modello da terzo mondo: compete con i cinesi ma non con le altre potenze mondiali ed europee». E aggiunge: «Dopo Mirafiori il sindacato è diviso; sono convinto che per il rispetto dei lavoratori, e non solo in questa piazza, Fiom e Uilm devono riflettere su quello che è successo».
Parla di «una crisi epocale e di sistema che colpisce non solo Eaton, Ica, Nca, ma anche decine di aziende più piccole», il sindaco, ricordando come la provincia di Massa Carrara sia già stata teatro, negli anni '90 della fuga di molte aziende. E snocciola le cifre drammatiche di questa crisi: la cassa integrazione ordinaria che sul nostro territorio passa dalle 417mila ore del 2006 alle 922mila del 2009; la Cig straordinaria che esplode da 257mila e un milione e 429mila ore; quella in deroga che dal 2007 al 2009 balza da 2mila e 4.600 ore: l'indennità di mobilità che aumenta del 100%. Parlano poi rappresentanti di diverse aziende toscane: Giovacchino Pitanti per la Eaton - applauditissimo - e, tra gli altri, una delegata della ex Electrolux di Sesto Fiorentino, la multinazionale che, come Eaton ha chiuso la fabbrica per delocalizzare la produzione all'est. Oggi, i lavoratori di quell'azienda sono ancora a lottare per un posto di lavoro sicuro ma una prospettoiva almeno ce l'hanno: la riconversione verde dell'azienda con l'ingresso della Ital Solar che produce pannelli fotovoltaici. Quello che si sogna per Eaton.
Ma è Fulvio Fammoni, segretario della Fiom nazionale ad accendere la piazza. Snocciola anche lui le cifre della crisi, quelle nazionali: 1,2 miliardi di ore di cassa integrazione erogate («come se ogni giorno 500mila lavoratori siano in "cassa"»), 2 milioni di disoccupati, 3 milioni con contratti precari ma anche «decine di migliaia di lavoratori precari che con coraggio, sfidando il rischio del licenziamento, hanno impugnato il loro contratto davanti al giudice». Fammoni rivendica la giustezza della linea Fiom «che si batte per la democrazia, perchè i lavoratori possano scegliere il loro sindacato e i loro delegati; per difendere il contratto di lavoro». E chiude: «La Eaton può e deve essere salvata». Non mancano le critiche a Fiat e a Cisl e Uil: «Non è vero che cerchiamo solo di avere il diritto di veto, qui in Toscana e in tutta Italia abbiamo siglato migliaia di contratti. Lo facciamo sempre con le aziende che riconoscono il lavoro come un valore». Massimo Masat segretario Fiom nazionale rincara: «Il modello Fiat è un modello da terzo mondo: compete con i cinesi ma non con le altre potenze mondiali ed europee». E aggiunge: «Dopo Mirafiori il sindacato è diviso; sono convinto che per il rispetto dei lavoratori, e non solo in questa piazza, Fiom e Uilm devono riflettere su quello che è successo».
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