Il Tirreno

Caos a Pontremoli. L’iniziativa del consigliere Api arriva dopo la lettera del socialista Scatena

E ora la crisi è più vicina

 Sergio Mastrini
E ora la crisi è più vicina

Anche Cesarino Crocetti ha firmato la mozione

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 PONTREMOLI. La crisi al Comune di Pontremoli è stata di fatto ufficializzata ieri attorno alle 13, quando il consigliere Cesarino Crocetti ha firmato la mozione di sfiducia verso il sindaco Gussoni uscendo dalla maggioranza e di conseguenza ha di fatto ribaltato gli equilibri interni al consiglio comunale, dove il rapporto è sempre di 9 a 8 ma da ieri in favore della minoranza consiliare.  Sembrerà un caso ma la decisione di Cesarino Crocetti (consigliere dell'Api) capita proprio dopo la lettera scritta da Rolando Scatena (socialista) che prendendo spunto dall'ultimatum rivolto da Marco Madoni (Api) al sindaco Franco Gussoni «di convocare un consiglio comunale straordinario nel quale tutti i consiglieri comunali dovevano manifestare la loro volontà di dimettersi se l'Asl non recedeva dal proposito di chiudere il punto nascita di Pontremoli». Nella lettera di Scatena si invitavano i consiglieri Madoni e Crocetti «ad uscire dalle ambigue e attendistiche posizioni, ad azioni di protesta forti e concrete». «Chiediamo quindi - conclude Scatena - ai consiglieri dell'Api di essere coerenti con quanto affermato e quindi di presentare le dimissioni contestualmente a tutti i consiglieri di minoranza al fine di provocare lo scioglimento del Consiglio Comunale per protesta contro le decisioni della Regione Toscana e dell'Asl di Massa Carrara».  Cosa che puntualmente è stata fatta. Le avvisaglie di questo colpo d'ala di Cesarino Crocetti hanno preso inizio ieri mattina attorno alle 8 al Caffè degli Svizzeri dove attorno ad un tavolo erano assisi Cosimo e Jacopo Ferri con il coordinatore comunale del Pdl, Manuel Buttini, assieme a Luciano Bertocchi, Piercamillo Cocchi e Paolo Arrighi.  Ufficialmente hanno preso un caffè insiema da vecchi amici. Ma qualcuno mette in relazione il rendez-vous con la mozione di sfiducia presentata da Jacopo Ferri. Nel foglio di raccolta delle firme dopo Jacopo Ferri, primo firmatario, c'è Giammarco Corchia (Pdl) in seconda fila, c'erano poi le firme di Luciano Bertocchi (Progetto Democratico) e di Matteo Biondi (Progetto democratico). E' stata la volta di Piercamillo Cocchi (Pontremoli città viva) e di Paolo Arrighi (Pontremoli città viva). Molto abbottonato il presidente del Consiglio comunale Arrighi che non ha voluto rilasciare dichiarazioni mentre Piercamillo Cocchi in questi ultimi giorni non ha fatto mistero di rimpiangere la giunta Ferri rispetto alla giunta Gussoni. «Alle ore 13 ho presentato la mozione di sfiducia in modo isolato quale semplice consigliere comunale - ha detto Cesarino Crocetti - e l'ho firmata davanti alla segretaria del sindaco prima della chiusura degli uffici». Crocetti giustifica la sua presa di posizione così: «L'ho fatto per coerenza contro la chiusura del Punto nascita. Mi sono guardato allo specchio e ho fatto l'esame di coscienza. Mi rincresce per il sindaco Gussoni che in tutta questa vicenda è stato mal consigliato. Sono stato fedele fino all'ultimo, ma non potevo accettare che fosse chiuso il Punto Nascita. Che rappresenta la nostra vita. Ho preso questa decisione in piena autonomia anche se devo dire che la scelta è stata caldeggiata dai miei elettori. La mia scelta è un preciso segnale al Pd che in questa regione e in questa provincia vuole fare sempre la parte del padrone accanendosi specialmente contro le piccole realtà come la Lunigiana». E' rimasto stupito invece Rolando Scatena che non si aspettava una svolta di questo tipo, con tanti avvenimenti che si sono succeduti tutti in una sola mattinata. Scatena ha dichiarato che il rappresentante dei "Socialisti per Pontremoli" il consigliere Armando Lanzarotti (Socialista) non ha ancora firmato la sfiducia: lo farà quando le firme in favore della sfiducia saranno nove. Lanciando di fatto l'invito a Francesco Mazzoni (Fli). Vedremo come andrà a finire.

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