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Crollo del Politeama, si va a processo

Crollo del Politeama, si va a processo

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Crollo del Politeama, siamo alla svolta. Il pm Alberto Dello Iacono ha chiuso le indagini e, dopo aver stralciato una posizione (quella dell'architetto Roberto Martelli) chiede il processo - l'udienza davanti al gup è fissata il 3 marzo - per i 5 indagati nell'ambito del rischio di crollo avvenuto nello storico palazzo.

E anche il Comune viene indicato fra le parti offese. Politeama, verso l'epilogo. Una vicenda complessa, che ha scosso al cuore la città quando, nel giugno del 2008 scattò l'allarme, e di seguito i sigilli, per una colonna lesionata all'interno del Politeama. Sullo sfondo l'ipotesi di un concorso di colpa per chi avrebbe fatto dei lavori in casa, con pesi eccessivi arrecando un aggravio ai danni strutturali del palazzo. È stata fissata per il 3 marzo l'udienza per la richiesta di rinvio a giudizio a carico di 5 indagati. Vengono indicate come parti offese due condomini del Politeama, l'avvocato Barbara Volpi e Marco Bedini. E il Comune di Carrara. È stata stralciata la posizione dell'architetto Roberto Martelli: aveva chiesto l'archiviazione, ma c'è stata opposizione. Il gip deciderà, con un'udienza parte come procedere. Le richieste di rinvio a giudizio. Il provvedimento riguarda: il commercialista Ugo Tolaini e la moglie Nella Pasquini: rispettivamente come amministratore di fatto della Caprice e presidente del Cda e legale rappresentante della società proprietaria dei lavori di sopra elevazione dei lavori all'interno del Politeama. Richiesta di rinvio a giudizio anche per Claudio Bacicalupi, dirigente dell'ufficio Urbanistica del Comune e Cesare Marchetti, impiegato nel medesimo settore. E, infine per Maria Teresa Tongiani, amministratore unico e legale rappresentante della srl Politeama. Le accuse. Alla signora Pasquini, Tolaini, Bacicalupi e Marchetti viene contestato che: «in cooperazione tra loro, per imperizia e inosservanza della normativa in materia di idoneità statica e sismica delle opere in cemento armato ed acciaio, cagionavano il crollo parziale della parte centrale dell'edificio storico monumentale Politeama, con conseguente pericolo per la pubblica incolumità». A Nella Pasquini e Ugo Tolaini, vengono inoltre contesati: «i lavori relativi alla sopraelevazione della parte centrale dell'edificio, eseguiti tra il 1993 e il 1994 e realizzati mediante la sostituzione dell'originario tetto a volte con altro complesso e pesante telaio in cemento armato». E infine, per quel che riguarda la posizione dei due funzionari comunali, Bacicalupi e Marchetti le accuse formulate riguardano l'istanza di sanatoria presentata il 4 febbraio 2004 dalla Caprice.

Secondo la Procura Marchetti «con negligenza e imperizia» avrebbe eseguito «una sommaria istruttoria affermando che era impossibile ripristinare lo stato dei luoghi». Bacicalupi, invece, «dichiarando l'indemolibilità delle medesime opere abusive e omettendo di accertare, preventivamente, l'esistenza del collaudo statico» avrebbe cagionato, insieme a Marchetti, «il crollo parziale del fabbricato, consititio nel disfacimento e nel collasso dei pilastri portanti». A Pasquini e Tolaini viene inoltre contestato il reato di truffa nei confronti di Barbara Volpi: «Nel simulare di essere affidabili venditori dell'appartamento da ristrutturare al quarto piano del Politeama, simulando l'agibilità ed abitabilità dell'immobile, omettendo di informare circa la mancanza delle certificazioni essenziali di idoneità statica». Stessa imputazione per Maria Teresa Tongiani: «si fece consegnare da Barbara Volpi 175mila euro» per un immobile che «non rispondeva alle dovute esigenze di agibilità staticità e abitabilità». Indagati per lo stesso reato (art.640 c.p. truffa) Pasquini e Tolaini, per un altro appartamento del Politeama - al terzo piano - venduto a Marco Bedini per la somma di 250mila euro. Senza informarlo della mancanza di certificazioni di agibilità. Alessandra Vivoli dissequestro CARRARA. Per la Procura gli indagati, nell'affaire Politeama (ossia nella vicenda legata al rischio crollo dello storico palazzo in piazza Matteotti) sono e restano sei. Ma qualcuno di loro ha già depositato le memorie difensive: i legali chiedono di ascoltare altri inquilini, come «persone informate dei fatti». Sullo sfondo l'ipotesi di un concorso di colpa per chi avrebbe fatto dei lavori in casa, con pesi eccessivi arrecando un aggravio ai danni strutturali del palazzo. Gli avvisi di garanzia per il Politeama. L'avviso di conclusione delle indagini è arrivato il 23 giugno scorso. Con il corollario di sei avvisi di garanzia nei confronti del commercialista Ugo Tolaini e della moglie Nella Pasquini (rispettivamente come amministratore di fato della Caprice e presidente del Cda e legale rappresentante della società proprietaria dei lavori di sopra elevazione dei lavori all'interno del Politeama). Di Claudio Bacicalupi (dirigente del settore urbanistica del Comune) e Cesare Marchetti (impiegato nel medesimo settore). E, infine di Maria Teresa Tongiani (amministratore unico e legale rappresentante della srl Politeama - società proprietaria del 110% del pacchetto azionario della Caprice) e Roberto Martelli (tecnico collaudatore e progettista incaricato dalla Caprice). Un epilogo pesante per la vicenda legata alle sorti del Politeama, uno degli edifici simbolo della città e della storia dell'anarchia, posto sotto sequestro nel giugno di due anni fa e non ancora «liberato», per il pericolo dei crolli. Le accuse: dal crollo alla truffa. Vediamo nel dettaglio le accuse mosse nei confronti dei sei indagati per l'affaire Politeama. Alla signora Pasquini, Tolaini, Bacicalupi e Marchetti viene contestato che: «in cooperazione tra loro, per colpa di negligenza, imprudenza, imperizia e per inosservanza della normativa in materia di idoneità statica e sismica delle opere in cemento armato ed acciaio, cagionavano il crollo parziale della parte centrale dell'edificio storico monumentale Politeama, con conseguente pericolo per la pubblica incolumità». A Nella Pasquini e Ugo Tolaini, vengono inoltre contesati: «I lavori relativi alla sopraelevazione della parte centrale dell'edificio, eseguiti tra il 1993 e il 1994 in difformità alla concessione edilizia numero 32 del 1989 e realizzati mediante la sostituzione dell'originario tetto a volte con altro complesso e pesante telaio in cemento armato». E infine, per quel che riguarda la posizione dei due funzionari comunali, Bacicalupi e Marchetti le accuse formulate riguardano l'istanza di sanatoria presentata il 4 febbraio 2004 dalla Caprice con la quale si chiedeva «l'indemolibilità delle opere abusive». Secondo la Procura Marchetti «con negligenza e imperizia» avrebbe eseguito «una sommaria istruttoria affermando che era impossibile ripristinare lo stato dei luoghi, in quanto la demolizione delle opere avrebbe potuto compromettere la statica della restante parte dell'edificio».

Bacicalupi, invece, «dichiarando l'indemolibilità delle medesime opere abusive e omettendo di accertare, preventivamente, l'esistenza del collaudo statico» avrebbe cagionato, insieme a Marchetti, «il crollo parziale del fabbricato, consititio nel disfacimento e nel collasso dei pilastri portanti posti al piano terra del copro centrale nel giugno del 2008». A Pasquini e Tolaini viene inoltre contestato il reato di truffa nei confronti di Barbara Volpi: «Nel simular e- si legge nelle carte della procura - di essere affidabili venditori dell'appartamento da ristrutturare al quarto piano del Politeama, simulando l'agibilità ed abitabilità dell'immobile, omettendo di informare circa la mancanza delle certificazioni essenziali di idoneità statica». Stessa imputazione per Maria Teresa Tongiani:»si fece consegnare da Barbara Volpi 175mila euro» per un immobile che «non rispondeva alle dovute esigenze di agibilità staticità e abitabilità». Indagati per lo stesso reato (art.640 c.p. truffa) Pasquini, Tolaini e Martelli, per un altro appartamento del Politeama - al terzo piano - venduto a Marco Bedini per la somma di 250mila euro. Senza informarlo della mancanza di certificazioni essenziali di agibilità-. Le memorie difensive. Una vicenda complessa. Sulla quale si sono già espressi alcuni degli avvocati della difesa. Parla il legale Vanni Cecchinelli (insieme ad Alessio Menconi per la difesa Caprice). «A nostro parere - dice l'avvocato Cecchinelli - sarebbe opportuno sentire anche altre persone che abitano al Politeama.

Per stabilire se l'aggravamento strutturale alla base del rischio di crollo possa essere dovuto a lavori fatti proprio all'intenro delle abitazioni». E intanto sulla richiesta di dissequestro dello stabile (per poter eseguire i lavori e mettere in sicurezza tutto l'edificio) avanzata dai difensori si attende l'esito delle perizie dei tecnici della procura. di Alessandra Vivoli

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