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Vinca, nel mirino la vendita dei detriti

Una cava sul Sagro
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Una cava sul Sagro

Nuova denuncia contro la gestione della Comunione dei beni sociali

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 VINCA. Un altro capitolo nella annosa controversia giuridica che si svolge nel versante fivizzanese delle cave. È stata infatti depositata la consulenza tecnica d'ufficio, richiesta del giudice Antonino Pulvirenti in merito alla causa civile intentata da dodici "comunisti" nei confronti degli attuali amministratori della Comunione dei beni sociali di Vinca. La consulente Mariassunta Montefinale doveva rispondere ad una serie di quesiti proposti dal giudice dopo aver sentito le parti, relativi in sostanza alla gestione da parte degli amministratori del patrimonio immobiliare della Comunione dei beni sociali dal 2002 ad oggi. Un patrimonio considerevole: agri marmiferi e terreni dislocati su circa 1.050 ettari sul versante del Sagro e non solo.  La relazione della consulente tecnica d'ufficio provoca un terremoto: in sostanza vengono rilevati due aspetti. Uno di carattere civilistico, relativo ai presunti inadempimenti degli amministratori: secondo la consulente, non avrebbero convocato l'assemblea di approvazione del rendiconto per tutte le annualità prese in esame (dal 2002 al 2009; non avrebbero convocato l'assemblea dei soci per il rinnovo del consiglio direttivo, e inoltre, sarebbe errata la contabilizzazione degli importi relativi al contratto in essere con una ditta di Lucca per la vendita dei detriti.  A questo punto, si inserisce una possibile contestazione relativa a fatture e dichiarazioni Iva, già oggetto di una denuncia presentata alle Fiamme Gialle, alla Procura di Massa, alla procura Generale presso la Corte di Appello di Genova e al comando generale regionale della Guardia di Finanza, il 29 dicembre scorso, da altri 19 «comunisti» di Vinca: i quali, basandosi proprio sulla relazione del Ctu chiedono di indagare sulla presunta vendita irregolare di detriti di marmo avvenuta dal 2002 al 2008. Nella denuncia lamentano un danno patrimoniale e di immagine.  Tornando alla relazione della dottoressa Montefinale, anche gli assetti proprietari della Comunione dei beni sociali di Vinca non sarebbe corretto.  La circostanza determina quindi, a suo avviso, una non corretta attribuzione degli utili in questi anni.

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