Il Tirreno

«Perché è andato a pescare?»

Calmo Tartarini e il fiume Versilia
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Calmo Tartarini e il fiume Versilia

Il dramma della sorella del pensionato caduto nel Versilia

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 MONTIGNOSO. «Gli avevamo detto di non andare a pescare l'altra sera, ma lui testardo c'è voluto andare lo stesso». A parlare è Gelsomina Tartarini, 78 anni, sorella di Calmo Tartarini, il pensionato di 71 anni annegato l'altra sera nel Versilia mentre stava cercando di prendere le anguille nel tratto di torrente che scorre parallelo a via Cataratte, al Cinquale. L'anziana ha saputo della scomparsa del fratello soltanto ieri mattina, a dirglielo è stato il figlio che le ha portato la legna: «Io avevo sentito delle ambulanze, ma non potevo pensare che erano per mio fratello. È una tragedia soprattutto per la moglie Carla. Calmo per lei, costretta a camminare con le stampelle, era tutto».  Via Acquale. Gelsomina abita nella casa a fianco di Calmo e Carla, in via Acquale. Vive da sola da quasi quarant'anni, da quando è morto il marito. I figli però le stanno a fianco: «Calmo è stato un padre per loro, alla comunione del mio bambino c'era lui e quando avevamo bisogno di qualcosa sapevamo dove trovarlo». La donna parla anche della cognata, che non risponde al citofono: «È a casa ma vuole restare da sola, per lei è come se gli fosse crollato il mondo addosso».  Vita da pensionato. Calmo ha fatto da quando era nato il contadino: un uomo che si alzava all'alba e che fina c'era un poì di chiarore stava con la schiena curva sul terreno. Per non far mancare nulla alla sua famiglia, alla moglie e ai tre figli (Benvenuto, Claudia e Sonia). Aveva pochi amici, quelli che di solito trovava al bar (gli stessi che hanno detto al nipote che lo zio non c'era più) e due grandi passioni: la caccia e la pesca. Una di queste, forse la più innocua delle due, gli è costata la vita. L'altra sera il pensionato voleva prendere un po' di anguille e aveva sfidato anche il freddo per passare un paio di ore in tranquillità.  L'annegamento. Il contadino è andato a pescare al solito posto, in quel tratto del Versilia che si trova in via Cataratte. Erano le 18. Si è messo con i piedi a mollo, ma probabilmente è sprofondato nel fango e gli è entrata dell'acqua nelle scarpe. Il peso lo ha tirato giù, facendogli bere tanta acqua. Non solo: la temperatura rigida lo ha come immobilizzato, impedendogli ogni minimo movimento.  I soccorsi. Sono stati alcuni ragazzini, poco più che quindicenni, a tentare di portarlo a riva. Stavano giocando con lo skateboard quando lo hanno sentito urlare. Lo hanno preso per la giacca e hanno inioziato a tirarlo. Ma non avevano abbastanza forza e così hanno chiamato i carabinieri. C'era una pattuglia al Cinquale, in un itante i militari erano in via Cataratte. Un appuntato ha tolto Calmo deall'acqua e gli ha fatto un massaggio cardiaco. intanto l'ambulanza era partita da Massa. Quando è arrivata nel luogo dell'incidente il contadino era ancora vivo. La corsa in ospedale però non è servita a evitargli la morte.  Il funerale. Niente autopsia, lo ha deciso il sostituto procuratore Rossella Soffio. Anche perché l'annegamento, aggravato dall'ipotermia, è la causa della morte. Il medico legale Maurizio Ratti così si è occupato di stilare i documenti per l'ospedale. Il funerale ci sarà oggi pomeriggio. Il corteo funebre partirà alle 15.30 dall'obitorio, poi la messa nella chiesa del Cinquale.

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