Il Tirreno

Il faccia a faccia tra j’accuse e programmi

I Democratici all'Eden Narciso e Angela si sfidano

A destra la stretta di mano tra Bertocchi e Buffoni al termine del faccia a faccia tra i due candidati che si è tenuto all’Eden; a sinistra il pubblico al dibattito
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A destra la stretta di mano tra Bertocchi e Buffoni al termine del faccia a faccia tra i due candidati che si è tenuto all’Eden; a sinistra il pubblico al dibattito

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 MONTIGNOSO. Un faccia a faccia spigoloso quello che si è tenuto anella sala congressi dell'Eden tra i due candidati alle primarie del Pd. Parole di facciata a parte («è una ricchezza per il partito avere due possibili sindaci», hanno detto i segretari provinciale e comunale Cesare Leri e Piero Sacchetti) Angela Bertocchi e Narciso Buffoni se le sono cantate. Parole talmente dure da far dire che sarà un'impresa far mettere tutti davanti a un tavolo per tirare le fila e disegnare quella che sarà la giunta che governerà villa Schiff nei prossimi cinque anni.  Giovani e vecchi. È stato il primo tema, quello che di fatto sta caratterizzando due modi di vedere la politica. Buffoni però non ci sta a recitare la parte del vecchio («io non sono vecchio») e anche Bertocchi vuole uscire dal clichè di giovane e inesperta. L'ex sindaco per far capire che ci si può ripresentare, anche dopo aver indossato la fascia tricolore, ha fatto l'esempio di Massimo Cacciari e di Venezia: «Non esiste l'età della politica, semmai bisogna tenere conto dell'età intellettuale». Per farlo capire meglio il medico ha voluto sottolineare una cosa: «Quando ho preso nuovi incarichi io mi sono sempre dimesso, non so in quanti lo avrebbero fatto». Ma anche Bertocchi è stata brava a perorare la sua causa: «È vero che sono meno conosciuta del mio contendente ma non è detto che debbano fare i sindaci soltanto i più conosciuti. Hanno detto che non sono capace di prendere decisioni da sola, sono un'insegnante e un ingegnere. Ho fatto tante scelte azzardate nella mia vita e alla fine ho preso sempre la decisione giusta, come quando dal classico sono passata ad ingegneria. Io donna, arrivata in fondo al corso insieme a centinaia di uomini».  Metodo Boffo. Si sente denigrato l'ex sindaco di Montignoso, si sente infangato da quelli che un tempo stavano con lui. E l'argom ento che scalda di più gli animi e quello su Cava Fornace. Buffoni ha parlato per dieci minuti senza riprendere fiato, spiegando quello che è accaduto per la discarica. «Ripeto sempre le stesse cose perché mi accusate sempre delle stesse cose, ma in questa maniera non si va da nessuna parte. Non si può continuare a pensare che fino a domenica si spera e poi da lunedì ci si vede tutti come delle anime belle. Il Pd deve ritrovare una via comune, senza denigrare gli altri». Bertocchi ha replicato: «Buffoni non vuole coinvolgfermi dicendo che non c'ero quando sono state prese queste decisioni. Io però c'ero, stavo con i sindacati che si ribellavano alla decisione di mettere l'amianto a cava Fornace». Entrambi però sono pronti a dismettere il sito.  Accuse e abbracci. A Buffoni non è andata giù una lettera che Bertocchi ha spedito a quelli di Cerreto: «Si parla di dinosauri, di giochi e giochetti... spero la Bertocchi non si riferisca a me». E lei: «Parlavo di un modo di far politica, non di te». Alla fine una stretta di mano e un abbraccio ha detto che il faccia a faccia era terminato. Ma domenica sarà battaglia.  Minacce ai Carc. Per dare un'idea del clima che c'è a Montignoso basta dire che ieri una email di un fantomatico comitato che si chiama "Fare luce su Montignoso" è stata inviata a Marco Lenzoni, responsabile provinciale dell'Associazione solidarietà proletaria. Il testo parla di bastonate e altre punizioni che Lenzoni subirà nel caso si ostini ad appoggiare la candidatura alle primarie di Narciso Buffoni.

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