Il Tirreno

Il Pd delle frazioni collinari accusa di latitanza l’amministrazione Pucci

«Frane, produttori in crisi»

La frana che ha investito via Dell’Uva sulle colline del Candia
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La frana che ha investito via Dell’Uva sulle colline del Candia

I Democratici: la causa del disastro non è l'abbandono

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 MASSA. Amministrazione Pucci «latitante» sull'emergenza frane. L'accusa arriva dal circolo Pd di Mirteto, Ortola, Castagnola, Lavacchio (ossia delle zone più colpite dal disastro).  «Le cause delle frane sulle colline di Candia - scrive il circolo - non sono riferibili all'abbandono dei terreni, che sono, viceversa, coltivati e la cui produzione è ancora consistente e di ottima qualità, bensì ad altri fattori».  E cioè a una «diminuita attenzione da parte dell'attuale amministrazione, che pensa di risolvere tutti i problemi con l'emissione dell'ordinanza che obbliga i proprietari dei terreni colpiti dalle calamità a metterli in sicurezza a proprie spese, in contraddizione con quello che è avvenuto negli anni precedenti».  E «incomprensibile - prosegue il circolo Pd - appare ai cittadini questa latitanza pubblica: le mancate risposte, l'abbandono della manutenzione stradale, dei fossi e delle canalizzazioni di raccolta delle acque sta portando al collasso il deflusso delle acque meteoriche, che cercano strade alternative e sono una delle cause principali dell'attuale dissesto idrogeologico».  Meglio sarebbe, sempre secondo i Democratici, «affidare, nelle forme consentite, agli abitanti del luogo e ai produttori locali, l'ordinaria manutenzione di strade, fossi e canalizzazioni comuni, certi che il risultato sarebbe raggiunto con minor costo e con maggiori garanzie».  Il Circolo Pd sollecita poi l'amministrazione a liberare completamente Via dell'Uva dai detriti. «Oggi con i 15 milioni messi a disposizione dalla Regione non sono giustificati ulteriori ritardi. La frana ha isolato la parte terminale di Via dell'Uva, producendo la chiusura di esercizi commerciali ben avviati e impedendo la normale coltivazione dei poderi. Disagi anche per le famiglie, che vivono al di là della frana, impedite nei collegamenti quotidiani con la città».  Il circolo sottolinea, ancora, i danni provocati all'economia della zona: «L'enogastronomia è un segmento in crescita della nostra economia e gran merito va riconosciuto ai produttori vitivinicoli che molto stanno facendo sul terreno dei processi di certificazione, commercializzazione e marketing. Lo sviluppo sostenibile chiede un diverso approccio tra uomo e natura e la produzione enogastronomica, con alcune garanzie qualitative, può contribuire a tale risultato. Se il privato investe e produce, non si può dire che incontri altrettanta capacità di intervento pubblico».  Per tutto questo il circolo del PD, richiama l'amministrazione comunale «alle proprie responsabilità e ad assumersi, uscendo dall'attuale latitanza,il ruolo che compete alla pubblica amministrazione, altrimenti dichiari la propria incapacità ne lasci il campo. Le urgenze dei cittadini non possono attendere».

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