Finanza
Clamorosa protesta. Per la terza volta in due mesi si rende protagonista di episodi analoghi
Barista disperato sulla gru
Fabrizio Palagi
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Il cartello appeso da Cecchini alla ringhiera della gru Minaccia di gettarsi, preso dopo due ore dai carabinieri
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AVENZA. Alessandro Cecchini ci ha riprovato: per la terza volta nell'arco di neppure due mesi, il barista di un locale che opera all'interno di un centro commerciale di Massa, si è arrampicato sui pioli metallici di una poderosa gru su rotaia per lanciare, dall'alto della struttura, la sua protesta a difesa del posto di lavoro. Infatti il 41enne di Castelnuovo Magra afferma da tempo che l'azienda per cui lavora lo starebbe "liquidando", lasciandolo conseguentemente sul lastrico. Da qui la disperata forma di protesta già messa in atto per due volte (il 4 e il 16 dello scorso dicembre), in quel di Santo Stefano Magra, quando Cecchini si arrampicò fino a un'altezza di circa 40 metri su una potente gru alzata nei pressi del centro commerciale attiguo alla via Cisa. Anche ieri, dunque, Cecchini ha ripetuto un copione già interpretato. Attorno alle 14 ha raggiunto il piazzale della ex segheria Brizzi (da anni inattiva), attigua al ponte sul Carrione attraversato dall'Aurelia, poco prima di Nazzano. Poi, portandosi dietro un sacchetto di provviste e il cellulare, è salito sulla ripidissima scala metallica posta su uno dei quattro piloni della struttura alta una quindicina di metri e, dopo aver appeso uno striscione dal parapetto, si è messo a gridare «Basta, sono stanco di essere preso in giro». Sullo striscione bianco, a lettere in rosso e nero, la scritta "Lotta dura senza paura". I primi a raggiungere il posto sono stati i nostri reporter, ai quali Cecchini si è subito rivolto «per avere giustizia». Poi sono giunti in rapida successione i carabinieri, i vigili del fuoco e i soccorsi sanitari, questi ultimi per fortuna rivelatisi inutili, dato che l'uomo non ha mai seriamente minacciato di gettarsi di sotto. E sono stati proprio i carabinieri diretti dal tenente Giuseppe Castrucci a convincere (dopo quasi due ore) Cecchini a farsi raggiungere da un paio di militari, coraggiosamente saliti sulla gru per poi "parlamentare" con il sempre meno esagitato Cecchini che, poco prima, aveva ricevuto una telefonata dal legale dell'azienda per cui lavora, evidentemente ricevendo rassicurazioni. Quindi i due carabinieri saliti sulla gru hanno raggiunto Cecchini per aiutarlo a scendere mentre, dal basso, il comandante Castrucci seguiva costantemente tutta l'operazione. Poi Cecchini è stato accompagnato al comando compagnia di Carrara per essere ascoltato. Nei suoi confronti non sono al momento stati presi provvedimenti. Evidentemente l'uomo ha bisogno di sostegno morale e rassicurazioni sul suo futuro.
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