Il Tirreno

Si è presentato da super ricco, con casa e ufficio nel Principato, e ha raggirato un’imprenditrice

Truffa in salsa monegasca

Alessandra Vivoli
Truffa in salsa monegasca

Non paga 54mila euro di marmi per Montecarlo

3 MINUTI DI LETTURA





CARRARA. Si era presentato come un imprenditore facoltoso. Macchina di lusso, ufficio e cantieri in costruzione in tutta Montecarlo. Si è fatto inviare marmi per 54mila euro e poi ha pagato la fornitrice carrarese con tre assegni scoperti. Così è finito a processo per truffa l'immobiliarista monegasco Flavio Vuilleronin (in concorso con il figlio Sergio).  Ufficio a Montecarlo, cantieri per ville extralusso in tutto il Principato ma anche a Beaulieu e Abu Dabi. E, come se non bastasse, appartamento davanti al tunnel dove sfreccia il Gran Premio. Insomma proprio l'identikit di un cliente ideale.  Aveva chiesto, via email, un contatto con una commerciante di marmo carrarese, Barbara Giuntoni, prima per una campionatura di materiali, e poi per una fornitura da 54mila euro. Un primo lavoro che, stando a quanto aveva dichiarato lo stesso costruttore, avrebbe dovuto essere solo l'inizio di un proficuo rapporto di collaborazione con Carrara.

Con preventivi, sulla carta, di nuove forntiure: fino a superare gli 800mila euro. Ma le cose sono andate diversamente e alla fine l'immobiliarista ha pagato i primi marmi con tre assegni scoperti: così è finito sotto accusa per truffa.  Il processo si è aperto ieri davanti al giudice Tori ed è stata ascoltata la parte offesa, ossia l'imprenditrice carrarese vittima della truffa, Barbara Giuntoni (che si è costituita parte civile ed è assistita dall'avvocato Vanni Cecchinelli). «I rapporti di lavoro con Vuilleronin sono cominciati nel 2006 - ha spiegato - In ufficio è giunta una email in cui mi si chiedevano varie campionature di materiale, da consegnare a Montecarlo. Nel Principato l'imprenditore che mi ha contattato aveva un ufficio ben organzizato. Mi ha portato a far vedere dove sarebbero andati a finire i marmi richiesti: in un appartamento sopra il tunnel del Gran Premio, proprio accanto a casa sua».  E così inizia la collaborazione fra la commerciante carrarese, fornitrice di marmo, e il costruttore monegasco. 

«Abbiamo cominciato ad inviare i marmi - ha ricordato la Giuntoni - E le richieste erano sempre più importanti: mi portavano a vedere cantieri aperti a Montecarlo e mi sono stati chiesti preventivi per oltre 800mila eruo. Anche per altri lavori da realizzare a Abu Dabi». «Non solo - ha sottolienato la commercianti del settore lapideo - mi venne perfino proposto di diventare collaboratrice con l'ufficio di Montecarlo: addirittura mi fecero vedere dove avrebbero posizionato la mia scrivania».  Intanto da Carrara continuavano ad essere inviati i marmi. E arriva la fiera del lusso di Montecarlo. «Vuilleronin mi invitò a parteciparvi - ha continuato la Giuntoni - aveva uno stand enorme, sembrava davvero un imprenditore ben inserito.

In quell'occasione ho conosciuto la moglie e il figlio: anche lui si occupava dei progetti della società paterna, e come il padre viaggiava con auto di lusso».  Si arriva così alla fine dei lavori: in occasione della fiera Marmotec, a Carrara, arriva il costruttore monegasco e consegna tre assegni alla commerciante, emessi da un conto presso la Banca popolare di Sondrio con sede a Montecarlo. Tutti e tre risultano scoperti.  La donna prova a contattare il cliente ma - e su questo aspetto si è aperto un altro procedimento davanti al Giudice di Pace - lui la ingiuria e la minaccia di morte se non riporta subito gli assegni a Montecarlo.  La vicenda si è conclusa con una denuncia per truffa ed ha avuto epilogo in tribunale dove il processo è stato aggiornato al prossimo 25 maggio.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa