La manifestazione
Nel vivo la campagna referendaria
Sara Ligutti
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Gaia in primo piano Una delegazione apuana del comitato salirà sul carro di Viareggio
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CARRARA. Dopo il sì della Cassazione, entra nel vivo la campagna referenderia per l'acqua pubblica. Ma oltre la vittoria al referendum, a livello locale l'obiettivo è anche un altro: evitare la privatizzazione di Gaia. Una decisione presa, secondo i membri del forum dell'acqua, «non alla luce del sole» dai sindaci dell'Ato, e che, se portata avanti, potrebbe avere conseguenze molto serie. Infatti, se la privatizzazione dovesse iniziare prima dell'eventuale vittoria al referendum, il privato, comunque, non potrebbe essere mandato via fino al 2029, data di scadenza della concessione, salvo il pagamento di una liquidazione molto salata. E inoltre, sottolineanea il comitato referendario, dove «l'acqua è stata privatizzata, i cittadini hanno dovuto subire forti aumenti delle bollette». Ed è proprio per evitare la privatizzazione di Gaia che il comitato referendario locale si sta muovendo. «Chiediamo che i sindaci della provincia mettano la moratoria, almeno fino alla vittoria del referendum», dice la portavoce Serena Tusini. E per spingere in questa direzione, il comitato ha intenzione di mobilitarsi con azioni concrete. Già dai prossimi giorni sarà possibile firmare nei vari banchetti e gazebi una petizione per chiedere «ai sindaci Pucci, Zubbani e a tutti gli altri sindaci della provincia di Massa-Carrara di ascoltare il popolo dell'acqua e di sospendere immediatamente il percorso intrapreso verso la privatizzazione di Gaia». Inoltre sarà presentata ai vari capigruppo comunali una proposta di ordine del giorno per una seduta pubblica sul tema «Moratoria ingresso socio privato in Gaia S.p.A. e difesa del servizio pubblico». Dopo il referendum di maggio la strada da intraprendere sarebbe quella dello scioglimento di Gaia, grazie «ad un intervento della Regione Toscana - spiega Serena Tusini - che con una fideiussione dia garanzia economica, soprattutto alle banche, per i debiti contratti da Gaia durante la sua gestione». Debiti che ammontano a circa 140 milioni di euro. Il comitato referendario, però, non si limita a chiedere che l'acqua sia gestita dal pubblico, ma che tale gestione sia partecipata e sotto il diretto controllo dei cittadini, per evitare che «il bene pubblico venga lottizzato dai partiti». E, per finire, una curiosità: una delegazione di mamme e bambini del comitato referendario locale sarà presente al carnevale di Viareggio per animare un carro che ha proprio come tema l'acqua pubblica.
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