Il Tirreno

Giuseppe Cossiga discute i problemi dell'ex Marimuni

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 AULLA. Giuseppe Cossiga, figlio dell'ex presidente della Repubblica e sottosegretario alla difesa del Governo Berlusconi, sarà domani pomeriggio in città per affrontare con gli amministratori locali la vertenza riguardante il Centro interforze munizionamento avanzato (Cima) di quartiere Gobetti, da tutti conosciuto come Marimuni.  Infatti, un'altra crisi occupazionale, quella del Cima appunto, era esplosa inattesa a inizio ottobre scorso, andando ad aggiungersi alla ditta Costa e all'Ica. Ne aveva dato notizia il sindaco di Aulla, Roberto Simoncini, durante un consiglio comunale.  Ma che cosa renderebbe precaria la situazione dello stabilimento?  Il fatto che l'anzianità di servizio della maggior parte dei dipendenti Cima potrebbe portare, nell'arco di 6-7 anni, per effetto pensionistico, al quasi azzeramento del personale dipendente: «Se non sarà garantito un giusto turn over, avremo - lanciava l'allarme il consiglio comunale aullese - una perdita di 300 unità lavorative, fatto gravissimo per la Lunigiana».  Va sottolineato che il Cima è uno stabilimento industriale del Ministero della difesa e si occupa di lavorazioni su manufatti esplosivi e di munizionamento per sistemi d'arma complessi aerei e subacquei. Lo stabilimento in questione, inoltre, è la più grande realtà industriale della provincia di Massa Carrara, occupando oltre 650 persone tra personale civile e militare.

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