Il Tirreno

Vertenza Nca. Movimentata assemblea, scontro sindacale su “navalmeccanica” o “cantieristica”

Un documento spacca i lavoratori

Cinzia Carpita
L’assemblea di ieri nel cantiere navale
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L’assemblea di ieri nel cantiere navale

Ma tutti contro il governo: nel cantiere niente nautica da diporto né vetroresina

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 CARRARA. Un'assemblea per quasi due ore caratterizzata dal silenzio degli operai di Nca, poi, sul finale, la proposta di un documento letta da Giovanni Tonetti, ex rsu-Cgil, ha scetanato battibecchi fra i lavoratori e fra i sindacalisti. Ma tutti d'accordo su un punto: prioritario che Invitalia finanzi la nave Rfi vinta dal cantiere.  Tutti d'accordo, rsu, sindacati di categoria e confederali: inaccettabile qualsiasi ricatto del governo. Pero, mentre dalla forza lavoro di Nca si chiede prima di tutto al nave da costruire, il governo mette avanti l'accordo di programma. Ma la bagarre ieri mattina è scoppiata sul documento di Tonetti, che poi è stato approvato dall'assemblea dei lavoratori, non senza confusione nella sala mensa. Navalmeccanica o cantieristica? Due parole che fanno la differenza, è stato detto: la prima voluta dalla Fiom (come collocazione basilare di Nca «e - ha detto Tonetti - per mettere a cuccia gli appetiti di qualcuno»), la seconda ribadita dalla Fim (perché se ne parla anche nell'accordo col governo siglato il 17 marzo 2010), mentre la Uil-Uilm salomonicamente ha proposto di specificare che il cantiere non dovrà occuparsi di nautica da diporto e di vetroresina. Altro punto: Tonetti proponeva un tavolo al ministero del Tesoro. Sarà chiesto un tavolo ministeriale, affinchè venga definito una volta per tutte l'assetto societario di Nca, con apertura anche al privato (punti di flessibilità) purché venga mantenuto il controllo pubblico. Inoltre, il mantenumento di questi punti fermi, fino a quando non saranno definite a livello mondiale le ricadute del mercato che - a quanto sentono i sindacati - parrebbe in ripresa. Il documento rimesso in bella copia ieri pomeriggio, ha questo contenuto, al cui primo punto c'è: fare la nave Rfi subito, pretendendo la copertura fidejussoria da parte della proprietà. Una sfida al governo, accusato di volersi sfilare dal cantiere e oltretutto mentre c'è una nave da costruire. «Abbiamo liberato la nave in ostaggio - ha sottolineato Alessio Castelli della Fiom - e poi il vogerno non ha mantenuto gli impegni». Si riferiva al punto 4 dell'accordo del marzo 2010, in cui si parlava della ricerca di un partner prevalentemente pubblico nell'assetto societario di Nca. Mentre nel verbale dell'ultimo incontro a Roma, fra ministrero e istituzioni locali, il governo dice che non ci sono più le condizioni e invita anche a guardare in settori diversi dalla navalmeccanica.  Marco Battistini della Fim avrebbe voluto inserire nel documento di ieri anche altri punti dell'accordo 2010, per ribadire proprio gli impegni che aveva preso il governo. E chiedere espressamente che Regione e Fintecna (finanziaria di Stato) entrassero nell'assetto Nca. Battistini voleva insomma concordare meglio il documento, ma una parte di lavoratori è insorta, chiedendo che fosse messo ai voti. Voto avvenuto dopo la mediazione di Franco Borghini della Uil. Tante mani alzate, documento approvato, con mugugni. Insomma, un risveglio degli operai c'è stato, ed è quello che volevano i sindacati. Diversi gli affondi, durante l'assemblea, verso la Regione, che - ha detto Borghini - partecipa in 23 aziende toscane, ma in nessuna della nostra provincia.

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