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Contratto falso per Tele2: condannata a 4 mesi una procacciatrice di clienti

Contratto falso per Tele2: condannata a 4 mesi una procacciatrice di clienti

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CARRARA. Ha stipulato un contratto di abbonamento ai servizi di telefonia Tele2 all'insaputa della cliente. Apponendo una sua firma falsa. Ieri il giudice Cosimo Maria Ferri ha condannato a 4 mesi di reclusione (pensa sospesa), per falso, la procacciatrice Valentina Liccardo.

La vicenda dell'abbonamento finito sotto accusa è stata ripercorsa in aula, anche attraverso le parole della signora carrarese che si è ritrovata a dover pagare un servizio di cui non aveva - secondo quanto riferito - assolutamente bisogno e, soprattutto, di cui non aveva fatto richiesta. Il giudice Ferri ha aperto l'udienza conclusiva puntando l'attenzione sulla struttura «piramidale» alla base dei contratti telefonici stipulati dalla casa madre, Tele2 appunto, con i clienti. Sono stati ricostruiti tutti i passaggi della modalità di azione. Ad esporli, in veste di testimone, il legale rappresentante di una delle società satellite collegate a Tel2. Che ha ricordato i fatti: anche se, come ha ribadito più volte: «Non ho mai conosicuto l'imputata ma solo la titolare dell'agenzia a cui si siamo affidati».  «Noi ci siamo avvalsi dell'agenzia Calle me Srl per procacciare clienti a provvigione a Tele 2- ha ricordato in aula l'amministratore della società satellite, incalzato dalle domande del pm - Ogni azienda svolge autonomamente la propria attività: le pratiche vengono poi inviate alla casa madre, a Milano, in automatico».  E così nel giugno del 2008 viene inoltrato, fra gli altri, il contratto sottoscritto da una signora carrarese che, in realtà, di quell'abbonamento non ne sapeva nulla.

Da qui è partita al denuncia: e la società è risalita all'agente che aveva messo a putno il contratto attraverso un codice identificativo appsoto in calce.  E così la giovane procacciatrice è finita sotto accusa per falso. E cioè, come ha ricordato il giudice Ferri: «Per aver predisposto un servizio di abbonamento telefonico opponendo la firma di una signora che in realtà non sapeva nulla».  Il pm, Lara Navarrini, aveva chiesto per l'imputata la pena di 6 mesi di reclusione. Il giudice Ferri ha quindi emesso la sua sentenza: ha condannato per falso la procacciatrice a 4 mesi di reclusione, pena sospesa. A.V.

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