«Sarà un ritorno al futuro»
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Il candidato alle primarie del Pd Narciso BuffoniBuffoni: vince il centrosinistra, ma se smuoviamo le acque...
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MONTIGNOSO. Lo slogan della campagna delle primarie di Narciso Buffoni è il titolo di un film di successo: «Ritorno al futuro». Lui, ex sindaco che avrebbe fatto volentieri a meno di scendere in campo, ha già detto che a Montignoso chiederà una tassa di scopo per acquisire Cava Formace. Nel Pd c'è chi l'accusa di essere l'inquinatore di Montignoso, dicendo che è stato solo lei a volere la discarica a cava Fornace: come farete nel partito il 31 gennaio a sedervi a un tavolo e a disegnare strategie comuni? «Lo faremo. Da parte nostra, anche se perderemo, resteremo nel partito. Non ci saranno diaspore o fughe. Mi auguro solo che altri non facciano le chiusure che si ventilano, anche perché si troverebbero a governare in una situazione di conflitto che non fa bene né al partito né al paese». Ma la discarica l'ha voluta soltanto lei? «L'ho già detto: è un'accusa strumentale. E spiego perché: la discarica nasce nel 1998. L'idea è di destinarla a marmettola, ma ben presto si capisce che quel materiale per le aziende è un businness e quindi occorre pensare ad altro. Nel 2003 io sono assessore provinciale all'Ambiente e con il decreto Ronchi (poi diventato decreto Matteoli) si dice che in discarica oltre alla marmettola ci possono andare altri codici. Un funzionario della Provincia (l'ingegner Fini, ndr) scopre che la permealizzazione del sito non è sufficiente e la declassa, ma poi i titolari dell'area hanno fatto i lavori necessari e hanno richiesto l'idoneità. A quel punto è la conferenza dei servizi, con i tecnici e non coi politici, a ridare i codici previsti dal decreto del ministero. Siamo nel 2006 e fino a quel momento eravamo tutti convinti che buttare soltanto marmettola era ingestibile, poi è nata una divaricazione al nostro interno. Ma non mi si venga a dire che io sono l'inquinatore o che sono io il mostro. È per questo che ho chiesto un confronto pubblico con il sindaco Binaglia, il segretario comunale Sacchetti e gli assessori all'ambiente di Comune e Provincia. Tra le altre cose anche il presidente della Provincia, Osvaldo Angeli, condivide l'impostazione che venne data allora della faccenda. Potrei fargli confermare quanto dico, ma non mi va di coinvolgerlo in questa diatriba». La divaricazione, come la definisce lei, c'è stata soprattutto con il suo successore a villa Schiff: Federico Binaglia. «Federico Binaglia oltre che un compagno di partito è stata una persona con cui ho condiviso percorsi di vita. Avevamo individuato in lui un perfetto primo cittadino. Al termine della prima legislatura c'era qualcuno tra noi che proponeva liste diverse e io ho lottato per impedirlo. E il successo è stato straordinario (primo cittadino eletto superando l'80% di preferenze). Poi è capitato qualcosa. Nella sua seconda legislatura mia figlia è stata un suo assessore, io non volevo che ciò avvenisse ma Laura è una donna tosta e ha fatto di testa sua. Il risultato è stato che qualcuno mi ha detto che avevo appoggiato Binaglia per mia figlia». Ma poi però sua figlia se ne è andata... «Lo ha fatto troppo tardi». A far andare via sua figlia dalla giunta è stato il regolamento urbanistico... «La scelta dei comparti edilizi fatta con il piano strutturale del 1999 era stata condivisa allora anche dall'attuale sindaco di Montignoso. Era e doveva essere una scelta adeguabile alla reali esigenze della collettività montignosina. Senza fare varianti che lasciano l'amaro in bocca. Soprattutto per i tempi: operazioni di questo genere si fanno all'inizio di una legislatura o molto prima della fine perché altrimenti possono essere scambiate per ricerche del consenso». Perché i montignosini dovrebbero votarla? «Sarebbe una domanda da rivolgere all'altra candidata che non esprime concetto su nulla. Io voglio ridisegnare Montignoso. Per farlo c'è bisogno di una elaborazione politico-amministrativa che, tenendo conto della situazione attuale, ci faccia fare un salto in avanti». Per uno che viene definito il vecchio che avanza non c'è male... «Mi viene da ridere quando sento parlare di vecchio e di giovane. Io non sono vecchio e la gioventù si mostra con la freschezza delle idee. Conosco tanti giovani che ragionano da vecchi. Se c'è una cosa che rimprovero all'altra candidata è quella di non essersi smarcata da una parte settaria». Infine ci sono le ingerenze del Pdl. «Quello del centrodestra è un atteggiamento politicamente intelligente: privilegia una parte del Pd per escludere l'altra. Da parte mia se diventerò sindaco posso soltanto dire che il rapporto con l'opposizione sarà improntato nella massima correttezza. Non c'è democrazia senza opposizione». Il nome del sindaco uscirà dalle primarie o alle elezioni di maggio possono esserci delle sorprese? «Diamo tutti per scontato che il centrosinistra vinca e il concetto mi piace molto, credo però che l'impostazione delle primarie e la successiva trattativa tra le due anime del Pd potrebbe creare qualche sorpresa. Quando si mescolano le acque...».
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