Il Tirreno

Rubygate, il Pd in campo

Barbara Monaco

Documento anti-Berlusconi anche in chiave locale

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 CARRARA. Scandalo "Ruby". Anche in provincia il Pd si mobilita proponendo un documento da presentare alle istituzioni locali. Due i motivi fondamentali per i quali il Presidente del Consiglio dovrebbe dimettersi. Sottrarsi al giudizio della magistratura, minacciando di punire i giudici, lo avrebbe portato a violare l'articolo 3 della Costituzione italiana, per il quale la legge deve essere uguale per tutti. In una parola Berlusconi si sarebbe da tempo posto al di sopra della legge non riconoscendola ed usufruendo del proprio potere mediatico. Il Presidente inoltre non avrebbe rispettando neppure l'articolo 54, secondo il quale chi riveste un incarico pubblico deve adempiervi con disciplina e onore. Poco onore ci sarebbe al contrario nei festini ad Arcore, anche nel caso in cui le accuse a Silvio Berlusconi di favoreggiamento della prostituzione risultassero infondate. Ma anche dagli ultimi sondaggi effettuati dal Corriere della Sera, il Governo terrebbe, ed anzi, acquisterebbe più di 2 punti percentuali: come spiegare questo? Forse che la stessa cittadinanza, dalla scesa in campo di Berlusconi negli anni '90 si è uniformata ad un diverso modo d'intendere la politica? E forse la politica stessa, si è un po' adagiata sul modello berlusconiano? «In qualche modo sì - afferma Ernesto Manfredi, segretario organizzativo del Pd provinciale - ma è proprio questo il compito dell'opposizione, svelare al Paese un'Italia diversa, non rappresentata da festini, escort ed illegalità». «Fondamentale è partire dal basso - sottolinea il Segretario provinciale Cesare Leri - ricostruire un rapporto diretto con la popolazione, puntare ad un partito di maggioranza, che non punti sul modello, tutto berlusconiano, del leader al di sopra di tutto».

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