Il Tirreno

I DATI DELLA CAMERA DI COMMERCIO

Nella trasformazione cessate 31 attività

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 CARRARA. I dati parlano chiaro.  E anche quelli della Camera di Commercio, in materia di cessazione di imprese nel mondo del marmo, attestano un segnale di arresto importante nel settore della tasformazione (segherie e laboratori).  La crisi del lapideo continua, anche all'inizio di quello che - almeno sulla carta - dovrebbe essere l'anno della svolta. E, soprattutto, ci sono ancora parecchie aziende, soprattutto al piano, che chiudono i battenti.  Nel settembre del 2009 nell'estrazione si contavano, regolarmente iscritte alla Camera di Commercio 158 imprese: nei primi mesi del 2010 hanno cessato l'attività in 9 (facendo registrare un -5,4%).  Le cose vanno ancora peggio per quel che riguarda la trasformazione. Qui il discorso è un po' più articolato. A settembre 2009 le aziende iscritte all'albo erano 661.  Hanno chiuso i battenti, sempre nei primi nove mesi del 2010, 31 imprese. Ma, come si evince dai dati della Camera di commercio, altre 15 piccole aziende si sono iscritte, hanno cioè iniziato l'attività. Quindi, a saldo, facendo la differenza fra i due dati, ci sono 16 chiusure da registrare (-2,4%).  Per quel che riguarda il dato generale, di imprese del marmo, fra estrazione e trasformazione, nel 2009 erano 819.  Nei primi nove mesi del 2010 sono scese a 794: un dato in calo, pari al -3%.  Il settore più colpito è quello della trasformazione: se la cavano meglio le imprese di estrazione. Insomma, i blocchi «tengono» mentre i lavorati sono ancora in grande affanno. A.V.

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