Il Tirreno

Nca, tutti in attesa delle risposte di Invitalia

Uno scorcio di Nca
◗
Uno scorcio di Nca

Ma dalla Regione il segnale è preciso: iniziamo a pensare al privato

3 MINUTI DI LETTURA





 CARRARA. Aspettando le decisioni di Invitalia: è stato un po' questo il leit-motiv del vertice su Nca di ieri pomeriggio in Regione. Di fronte all'assessore alle attività produttive Gianfranco Simoncini, i sindaci Zubbani e Pucci, gli assessori Baldini e Parrini, oltre ai sindacati di categoria, hanno atteso fino alle 19 di saperne di più dell'esito del consiglio di amministrazione della società pubblica proprietaria di Nca. Ma da Roma, nessuna certezza: solo stamani, in sostanza, si saprà se è arrivato l'ok al ripianamento del passivo e alle garanzie per la nave Rfi, oppure se è stato tutto rinviato in attesa che il territorio si esprima, come richiesto dal verbale di incontro del 19 scorso. In poche parole, non è escluso che Roma prima di esprimersi chieda un esplicito sì all'apertura al privato e all'alternativa alla navalmeccanica. «Sperando che Invitalia abbia deciso o abbia dato mandato all'amministratore delegato Arcuri di perfezionare la commessa - sintetizza il sindaco Angelo Zubbani - il confronto è stato utile, in un clima in cui non ho visto arroccamenti o atteggiamenti pregiudiziali». Fra l'altro, proprio l'assessore Gianfranco Simoncini era presente a Roma il 19 scorso, e la Regione a quanto emerge spinge per continuare il dialogo con il governo e con Invitalia, finalizzato a creare un protocollo propedeutico all'accordo di programma che non veda solo e soltanto il mantenimento della navalmeccanica, ma che esplori anche altri piani industriali compatibili con il sito marinello. Ovviamente, se passaggio da Invitalia ai privati deve esserci, che non sia senza paracadute. I sindacati hanno chiesto, prima di esprimersi, garanzie sulla nave di Rfi, e un "accompagnamento" del pubblico anche nella ricerca del socio privato. E soprattutto garanzie alla occupazione.  Quello che emerge è un quadro istituzionale pronto a verificare anche le ipotesi alternative. Osserva ancora Zubbani: «Abbiamo chiesto ai sindacati che per lavorare al meglio ci vuole un'espressione chiara, e che quindi nei prossimi giorni ci facciano conoscere bene la loro volontà. Anche perché il tempo è brevissimo: se non ci saranno rinvii, e al limite ci potranno essere per pochi giorni, entro il 3 febbraio Rfi chiede una garanzia fidejussoria. Se non c'è chiarezza nello restare uniti anche nella ricerca delle alternative, non andiamo da nessuna parte. La coesione è d'obbligo». La riunione fiorentina si è conclusa con l'impegno del sindaco e di Simoncini di riaggiornarsi stamani, e di fare il punto sulla base di quello che è scaturito da Invitalia e di quello che uscirà dall'assemblea dei lavoratori di Nca». L'assessore provinciale Paolo Baldini ribadisce: «Se anche la proprietà tutta pubblica non potrà più esserci, il governo deve comunque mantenere degli impegni: sia nella ricerca del socio privato, sia nel mantenimento di una quota minoritaria di garanzia. Rispetto al protocollo dell'anno scorso, ci viene sostanzialmente chiesto di prendere atto che bisogna rinunciare a Fincantieri, ma non è possiamo rinunciare a tutte le garanzie». Alessio Castelli della Fiom preferisce non sbilanciarsi: «Al momento, siamo fermi in attesa delle decisioni di Invitalia per liberare la nave. Il verbale del 19 non è un accordo definitivo, bisogna discuterne bene, ma lo possiamo fare solo conoscendo tutti gli elementi. Innanzitutto quindi l'esito del cda di Invitalia. Stamani in assemblea spero di poter affrontare tutti i temi con la piena conoscenza di tutti gli elementi», aggiunge Castelli. M.B.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa