La manifestazione
Lapidi e luci votive gettate nel bosco
Chiara Sillicani
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Una delle lapidi abbandonate La macabra scoperta di due escursionisti vicino al cimitero di San Carlo
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MASSA. Nell'immaginario collettivo il bosco non è certo luogo raccomandabile. Le favole insegnano: lupi cattivi, buio che incombe, rumori sospetti. Poi la razionalità e l'amore per la natura vincono e ti inoltri tra foglie secche e alberi in cerca di funghi o per goderti un po' di relax. Ma se inciampi e, abbassando lo sguardo, ti imbatti in una lapide, nella foto consunta di chi non c'è più, beh allora i ricordi di bambino, quando ti rigiravi nel letto, senza riuscire a chiudere occhio, tornano. E te la dai a gambe. Sicuramente ha corso come una lepre chi, passeggiando nel boschetto, tra Pariana e San Carlo, proprio poco distante dal cimitero, ha scoperto prima alcuni fiori appassiti, poi lumini, spenti da anni. E, infine, il peggio: vecchie lapidi. In alcune è ancora leggibile il nome e cognome di chi da quei marmi avrebbe dovuto essere ricordato. E alcune, a dire il vero, non sono neppure tanto vecchie. Almeno così si deduce leggendo la data della morte. Una lapide risale agli anni' 90. Una ricorda un uomo nato nel 1908 e spentosi negli anni ottanta. A scoprirle sono stati alcuni amici, appassionati di montagna e relax. Dopo una camminata da San Carlo a Pariana, sulla strada del ritorno, hanno deciso di curiosare nel bosco. E, sorpresa, si sono imbattuti in quelle tombe abbandonate. Per godersi il verde e l'atmosfera rilassante hanno imboccato una stradina che si trova proprio a fianco del cimitero, poco dopo il paese di San Carlo. La scoperta li ha, a dir poco, impressionati: tra le foglie secche resti ingialliti di marmi, lumini, fiori che avrebbero dovuto abbellire le tombe e rendere "il sonno della morte men duro" come recitava Foscolo nei suoi Sepolcri. Ora si tratta di capire come sia possibile che quelle tombe siano finite nel bosco. Senza scomodare il satanismo, è probabile che qualcuno abbia pensato bene di togliere di torno vecchie lapidi gettandole nel bosco. E, in effetti, uno dei muri che delimita il cimitero è basso e, senza scomodarsi troppo, con relativà facilità, è possibile gettare i marmi nella boscaglia. Rimane, però, da spiegare a chi sia venuta un'idea del genere e perché quelle lapidi siano state letteralemnte staccate e, con esse, fiori e lumini. E, soprattutto, se nel cimitero sono stati fatti lavori, perché le lapidi sono finite tra il verde e nessuno ha pensato a rimuoverle in altro modo? Insomma, un piccolo giallo. Vale quindi l'ammonimento della mamme: non andate nel bosco di sera. Soprattutto a San Carlo.
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