Il Tirreno

Golf, 100 posti tra bluff e realtà

Gianluca Uberti
La zona di Quercia scelta per il campo da golf e il sindaco Simoncini
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La zona di Quercia scelta per il campo da golf e il sindaco Simoncini

Non parte il progetto di Quercia che offrirebbe lavoro e turismo

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 AULLA. Decisamente troppi tre campi da golf in non più di trenta chilometri.  Di Pratolungo di Pontremoli e di Filetto di Villafranca non si parla più da tempo e a rimanere sul tappeto, anzi sul "green", pare essere soltanto quello che deve sorgere in località Malacosta di Quercia.  Proviamo, quindi, a riaccendere i riflettori con il sindaco Roberto Simoncini.  Interpellato, il primo cittadino ribadisce che tutto è legato all'approvazione definitiva del piano strutturale, ma, al tempo stesso, Simoncini non sa ancora fornire una data precisa per l'approvazione di questo: «Siamo ancora impegnati - sottolinea il sindaco di Aulla - a portare a compimento le integrazioni e le modifiche che ci sono state richieste».  Di certo vi è che la ratifica delle modifiche in adeguamento alle prescrizioni al piano strutturale della commissione paritetica interistituzionale era prevista nel consiglio comunale dello scorso 21 dicembre, ma il punto in questione era stato rinviato.  Un punto che era davvero attesissimo, visto che il nuovo piano strutturale aullese è bloccato da un anno e mezzo.  «Occorrono una nuova verifica e nuovi approfondimenti con la Provincia di Massa Carrara - aveva commentato Simoncini - e il punto potrebbe tornare in consiglio comunale già a inizio gennaio».  Ma l'inizio di gennaio (basta guardare il calendario) è trascorso senza che alcun consiglio comunale sia stato convocato.  Tornando al campo da golf, ricordiamo che l'investimento economico per il "green" fa davvero tremare i polsi: infatti, la cifra che occorrerà per realizzare il campo da golf e le strutture ricettive (villini e Rta, le residenze turistico-alberghiere) oscilla fra gli 80 e i 100 milioni di euro da investire su 90 ettari di terreno. Quello di Malacosta di Quercia, tra l'altro, sarà, se realizzato, il terzo "green" di cui la società americana Troon Golf (sede centrale a Scottsdale in Arizona) si occuperà in Italia, visto che già gestisce i campi da golf di Castiglion del Bosco di Montalcino (in provincia di Siena) e di Vigne del Barolo (Piemonte): da sottolineare, inoltre, che la società a stelle e strisce ne gestisce oltre duecento in tutto il mondo.  Se partiranno, i lavori dovrebbero essere piuttosto celeri: infatti, per realizzare i campi da golf di Castiglion del Bosco di Montalcino e di Vigne del Barolo è stato necessario un anno.  Guardando al futuro, vi è poi da sottolineare che il campo da golf dovrebbe garantire oltre cento posti di lavoro, comprendendo il cosiddetto "indotto". Rimane il fatto che, purtroppo, per ora il "green" è una sorta di chimera, che ha catalizzato attorno alle sue diciotto buche virtuali, soprattutto, feroci scontri politici, invece di facoltosi turisti provenienti da tutto il globo.

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