Il dolore
Turismo, era meglio dieci anni fa
Dal 2000 a oggi le presenze calate del 21%. Quasi scomparsi gli stranieri
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MASSA. Ma il decollo del turismo apuano, dov'è? Da decenni, ormai, indicato come settore sempre più trainante per l'economia del territorio, l'industria turistica di Massa Carrara arretra invece di avanzare. Lo dicono, impietosi, i dati statistici: rispetto a dieci anni fa le presenze sono calate del 21%: furono 1.605.000 nel 2000, sono state 1.262.000 lo scorso anno. In altri termini: 343mila presenze in meno (con "presenza", ricordiamo, si intende il numero di giorni di permanenza di un turista). Reggono, nel senso che subiscono una diminuzione meno significativa, gli arrivi (cioè il numero di turisti che hanno soggiornato almeno un giorno nel nostro territorio): 337mila nel 2000; 235mila nel 2010. Meno 0,9%. In altre parole - la constatazione non è nuova - i turisti si fermano meno giorni, fanno vacanze più brevi dalle nostre parti. Il dato, come si può osservare dalle tabelle che pubblichiamo in questa pagina, è ancora più preoccupante per la zona di costa (da Cinquale a Marina di Carrara), mentre la Lunigiana fa segnare un minimo incremento nella prospettiva decennale. La flessione dell'1% negli arrivi e del 3,8% nelle presenze che si osserva raffrontando i dati del 2010 su quelli del 2009 è dunque in linea con un trend decennale di lenta ma inarrestabile perdita di appeal della offerta turistica apuana. Di più. Oltre a queste statistiche (elaborate dalla Provincia), ci sono i numeri. diffusi da Confcommercio di Pisa in uno studio sul turismo in regione che parlano (per l'anno appena finito) di un calo del 22% delle presenze di stranieri nell'ultimo anno: il dato peggiore di tutta la Toscana. A cui va aggiunto, sempre secondo i dati diffusi da Confcommercio, un decremento del 32% della spesa dei viaggiatori stranieri. In sintesi: il turismo non cresce e diventa sempre meno internazionale; a fare il bagno o a visitare cave e borghi della nostra provincia arrivano sempre meno stranieri. L'analisi degli arrivi turistici, conferma poi un altro elemento: il nostro turismo resta ancora troppo legato alla stagionalità: i grandi numeri si fanno a luglio e agosto, o comunque in estate, mentre per il resto dell'anno le strutture ricettive sono semi-vuote. I turisti stranieri sono ormai (dati Isr-Camera di Commercio) il 15% del totale. I tedeschi, che da soli costituiscono il 40% circa delle presenze straniere sono diminuiti nel 2009 di circa 2,5 punti percentuali. Sempre meno gli americani (meno 5%), quasi spariti gli inglesi (addirittura -37% rispetto al 2008). La stagnazione, insomma, tocca anche il turismo e non è solo una conseguenza della crisi di questi ultimi anni. C.F.
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