La protesta
Rifiuti, sos dei sindacati sono troppe 5 aziende di raccolta e smaltimento
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Interno di una azienda di smaltimento rifiuti Cgil, Cisl e Uil chiedono incontri con Regione e Provincia per creare un unico impianto da 150mila tonnellate
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AULLA. La situazione dei rifiuti a livello provinciale determina la forte presa di posizione delle sigle sindacali Fp Cgil, Fit Cisl e Uil Trasporti. Infatti, le segreterie provinciali scrivono al presidente della Regione, agli assessori regionali all'ambiente e al lavoro, al presidente della Provincia, all'assessore provinciale all'ambiente e ai sindaci di Massa, Carrara e Aulla, paragonando il momento odierno all'ottobre 2009, quando gli operai della ditta Costa, costretti alla cassa integrazione, occupavano il tetto del municipio di Aulla. «La questione rifiuti sul territorio apuano - esordiscono Guerra, Baldi e Bellè - è altamente complessa, visto che siamo di fronte a tre aziende per la raccolta rifiuti, Asmiu per Massa, Amia per Carrara, Aimeri che svolge raccolta per i Comuni della Lunigiana, e i conferimenti avvengono per i Comuni di costa al Cermec, consorzio costituito dai Comuni di Massa (47%) e Carrara (48%) e dall'amministrazione provinciale (5%), e per la Lunigiana alla ditta Costa ad Albiano. È bene precisare che il Cermec era stato costituito per svolgere il compito dello smaltimento per tutta la provincia, ma l'assenza cronica di una politica provinciale dei rifiuti ha generato, in questi anni, la situazione di difficoltà che ci troviamo ad affrontare. A più riprese, abbiamo sollecitato la politica a creare una azienda unica per la raccolta e lo smaltimento, azienda che avrebbe diminuito i costi impropri della politica, ricevendo sempre rifiuti più o meno marcati, ma anche oggi, in una situazione di difficoltà, si leggono posizioni di difesa del proprio pezzetto da parte di Comuni e forze politiche. I problemi, poi, sono andati aumentando con la decisione di creare l'impianto ErreErre che, a oggi, some sappiamo, è fermo per problemi principalmente finanziari e di collaudo e per il fallimento del socio privato Delca: questo impianto, se funzionasse, potrebbe realmente essere una risorsa per lo smaltimento, lavorando, a pieno regime, circa 150mila tonnellate». A questo punto arriva il riferimento alla ditta Costa, «azienda in grosse difficoltà e che sta creando forti problemi per la sua collocazione. Anche qui si va verso una riconversione, scegliendo la Costa di lavorare solo il differenziato: infatti, sono in corso trattative con il Cermec per conferire finalmente i rifiuti della Lunigiana al consorzio di costa. Inoltre, in questo momento di particolare difficoltà la non partenza a pieno regime dell'impianto Erre Erre e la non autorizzazione della Regione Toscana a conferire 25mila tonnellate di rifiuti dalla Liguria alla ditta Costa ci riportano ai tempi dell'occupazione del Comune di Aulla e alla cassa integrazione degli operai». Infine, i tre sindacalisti stigmatizzano il comportamento della Regione Toscana, visto che una richiesta di incontro, datata 7 gennaio, si concretizzerà solo a metà febbraio: «Lasciar passare troppo tempo non va certamente a favore dei lavoratori e della economia di questa provincia». G.U.
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