La manifestazione
La polemica. Lagente Fabio Rossi spiega: si tratta di revolver di nuova generazione, con maggiori accorgimenti di sicurezza
Vigili super armati? «Assolutamente no»
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SINDACALISTA. Fabio Rossi del Sulpm interviene sul calibro della pistola Il Sulpm replica a Sel: pistole come quelle in dotazione negli altri comandi
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MASSA. Davvero i vigili urbani non hanno mai fatto tanto parlare di sè. Da giorni sono balzati agli onori delle cronache: prima il mancato rinnovo del contratto al comandante, poi la telecamera ritrovata nell'ufficio di Delvino. Adesso le polemiche per l'arma in dotazione agli agenti municipali. A sollevare la questione è stata un'interpellanza urgente presentata da Sinistra, ecologia e libertà. La discussione verte sulla potenza dell'arma e sul suo utilizzo. A dire la sua è Fabio Rossi, sindacalista del Sulpm. «Il sindacato che rappresento - precisa - ha lottato per l'armamento a Massa. L'interpellanza mi offende: tutti i comandi limitrofi hanno un regolamento che prevede l'armamento per tutti. Il nostro, invece - sottolinea - è un regolamento atipico in cui chi non vuole l'arma, può non averla. Chi ce l'ha in dotazione - chiarisce - si è sottoposto a visite e ad un addestramento». Poi fa alcune precisazioni sul calibro: «Non è vero che la nostra arma è più potente di quella di carabinieri e polizia, loro hanno una calibro 9 per 19 Parabellum, ossia potenziata. È vero che il regolamento parla di calibro 9 corto, ma tutti i comandi hanno semi automatiche 9 per 21». Poi Rossi fa ulteriori precisazioni:«Quando ho saputo che era stata scelta l'arma, mi sono incontrato con il comandante ricordandogli il regolamento. Lui mi ha mostrato una relazione tecnica della Beretta in cui si spiegava che il calibro 9 corto è obsoleto e con meno accorgimenti di sicurezza rispetto ale pistole di ultima generazione». E sui servizi ricorda che nel regolamento si fa anche riferimento all'articolo 3 della legge quadro 65 in cui si parla di funzioni istituzionali. Poi spiega:«L'arma è data in dotazione continuativa all'agente che non può liberarsene se l'ha usata per un servizio in cui è richiesta, poi subentra ad un collega in un servizio di diverso tipo. Se il regolamento prevede che chi non vuole l'arma non l'abbia, per democrazia è giusto che chi la vuole l'abbia sempre. Se dovesse capitare un malvivente, il rischio è lo stesso. Giorno e notte. Come Sulpm chiediamo che rimangano l'arma e l'ordine di servizio dell'ex comandante».
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