Sicurezza
Il candidato di minoranza del Pd si racconta alla vigilia delle primarie: «Ecco perché siamo spaccati»
«Cava Fornace, serve tassa di scopo»
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Narciso Buffoni ha deciso di candidarsi alle primarie Buffoni: non sono io che ho voluto la discarica, su di me troppe falsità
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MONTIGNOSO. Quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare: la frase di John Belushi (il film è Animal house) si addice alla decisione di Narciso Buffoni di candidarsi alle primarie del Pd che porteranno, presumibilmente, il centrosinistra a Villa Schiff. L'ex sindaco di Montignoso è seccato per il clima da palio di Siena che sta caratterizzando la contesa. Cava Fornace, quella discarica è colpa sua? «Stanno usando il mio nome come inquinatore di Montignoso e questo non mi piace. Io voglio un incontro pubblico con il sindaco Federico Binaglia, il segretario comunale del Pd Piero Sacchetti e gli assessori all'ambiente di Provincia e Comune per chiarire davanti alla gente come sono andate le cose. La mia avversaria Angela Bertocchi non c'era quando parlavamo di queste cose e non posso coinvolgerla, non saprebbe cosa dire. L'idea era quella di mettere nella cava marmettola, ma poi ci siamo accorti che era impossibile. Ci sono stati dei tavoli tecnici e non politici». Resta il problema della discarica, però. «Sono l'unico candidato che fa un discorso del genere: propongo una tassa di scopo, una cifra da far pagare alle famiglie per un tot di anni. Acquisiamo quell'area, utilizzando risorse che possono e devono arrivare da altri enti (Regione o ministero) e facciamoci dell'altro. Ma non so se tutti saranno d'accordo: ci sono anche le royalities che il Comune incassa dai titolari di cava Fornace. Non credo che chi mi accusa voglia privarsene». Chi l'accusa prima era suo amico, cosa è successo? «Manca unità nel partito Democratico. E io mi sono candidato proprio per riportare coesione. Per questo, qualora dovesse vincere, il 30 gennaio sera mi metto a disposizione di Bertocchi. E farò il tifo perché lei diventi il nostro sindaco. L'importante è che il confronto resti all'interno del vero e non come sta accadendo adesso con le sciocchezze che sento dire su cava Fornace. Proprio per combattere queste falsità voglio denunciare i sedicenti comitati di sostegno che sono nati in questi ultimi tempi». Il casus belli però è stato il regolamento urbanistico che anche lei non vede di buon occhio... «Io ho espresso una mia opinione in un paio di riunioni del mio partito, poi non ho detto altro. Il regolamento approvato nel 1999 andava rivisitato prima e meglio. Se la compartizione era una palla al piede si potevano e dovevano prevedere aggiustamenti per dimensionarla al nostro territorio. Senza fare varianti che lasciano l'amaro in bocca. Soprattutto per i tempi: operazioni di questo genere si fanno all'inizio di una legislatura o molto prima della fine perché altrimenti possono essere scambiate per ricerche del consenso». A Binaglia fischieranno le orecchie... «Binaglia oltre che un compagno di partito è stata una persona con cui ho condiviso percorsi di vita. Avevamo individuato in lui un perfetto primo cittadino. Al termine della prima legislatura c'era qualcuno tra noi che proponeva liste diverse e io ho lottato per impedirlo. E il successo è stato straordinario. Poi è capitato qualcosa. Nella seconda legislatura mia figlia è stata un suo assessore, io non volevo che ciò avvenisse ma Laura è una donna tosta e ha fatto di testa sua. Il risultato è stato che qualcuno mi ha detto che avevo appoggiato Binaglia per mia figlia». D.D.
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