Italia
SCUOLE DI MONTAGNA
Bertocchi difende Cerreto e Sant'Eustachio
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MONTIGNOSO. C'era anche Angela Bertocchi in prima fila quando la scure dei tagli e l'accorpamento dei plessi di montagna stavano per travolgere le piccole comunità montane di Cerreto e Sant'Eustachio con le loro scuole. All'epoca, tre anni fa, era una mamma con tre figli a cui garantire adeguata formazione ed educazione. Una mamma come le altre che abitano nelle frazioni montane di Montignoso arrabbiate perché la scuola non poteva chiudere. Si era opposta insieme alle altre mamme. A distanza di tre anni quelle due scuole sono un'eccellenza nel panorama provinciale, le prime ad entrare a far parte dei progetti della Uncem come "Cerreto senza zaino" che ha trasformato due presidi scolastici di montagna a rischio chiusura, in due esempi per la Toscana. Per difendere i presidi di Montagna la Bertocchi ha già le idee chiare: «Ci opporremo alla chiusura dei plessi - ha spiegato - la cultura è il vero valore della comunità. Il motivo non è quello di scuole che si trovano vicino a casa, ma dare ai nostri figli e ai figli di Montignoso, il meglio dal punto di vista della formazione e dell'educazione". Un modello, quello montignosino, copiato da altre province: «Cerreto è stata la prima scuola di Massa-Carrara ad aderire al progetto senza zaino per evitare di rientrare nei parametri della riforma Gelmini, potenzieremo la nostra eccellenza aderendo anche al progetto ErreQuadro che porterà all'interno delle classi la banda larga, l'utilizzo del pc e degli strumenti più moderni. Non chiuderemo le nostre scuole».
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