Toscana
Vigili super armati: pistole più potenti di quelle della Polizia
Claudio Figaia
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POLIZIA «TROPPO» ARMATA? Scoppia la polemica sulle pistole ai vigili urbani e sull’impiego di esse durante i servizi3 MINUTI DI LETTURA
Vigili urbani armati. Anzi: "troppo" armati. Gli agenti di polizia municipale hanno in dotazione pistole Beretta Px4 Storm calibro 9x21 (cioè un calibro 9 millimetri "lungo"). Il che significa, traducono gli esperti, un'arma più potente delle Beretta calibro 9 corto Parabellum in dotazione agli uomini della Polizia di Stato e dei carabinieri. Insomma, i 24 agenti che hanno detto sì alle armi hanno a disposizione un "pistolone" che si presta a usi offensivi e non esclusivamente di difesa personale, come invece stabilisce il Regolamento sulle armi alla polizia municipale approvato alla fine del giugno 2009 dal consiglio comunale.
E di un tipo diverso rtispetto a quello indicato. Il regolamento, infatti, all'articolo 7, dice espressamente che la pistola dei vigili dovrà essere una "semiautomatica di calibro 9 corto" e assegna la scelta del modello alla giunta municipale. Invece, a stabilire quale arma affidare agli agenti, è stata una determina dell'ex comandante Francesco Delvino, emanata il 27 luglio scorso. Un atto con cui si impegna la somma di 30.800 euro per l'acquisto di 26 pistole Beretta Px4 Storm e di 1.300 proiettili marca Fiocchi calibro 9x21 (la spesa comprende anche i corsi di addestramento e di tiro per i vigili che useranno l'arma, le fondine, i porta caricatori). «Il comandante ha scavalcato la giunta e ha scelto un'arma diversa da quella stabilita dal regolamento votato dal consiglio comunale», accusa ora il gruppo di Sinistra Ecologia e Libertà, che ha presentato un'interpellanza urgente sulla questione. Non solo. Un ordine di servizio datato 21 dicembre 2010 e firmato sempre dal comandante Delvino consente «il porto dell'armamento in tutti i servizi di istituto, fatti salvi i servizi al consiglio comunale e le scorte al gonfalone». Tanto che gli agenti si sarebbero presentati armati anche al servizio d'ordine in municipio durante l'orario di ricevimento del sindaco. Ebbene, secondo Cesare Lorieri, capogruppo di Sinistra ecologia e Libertà, si tratta di un'altra «gravissima» violazione al Regolamento. Che dice pressapoco il contrario: dice cioè che le pistole possono (non devono, si badi) essere portate soltanto nei servizi considerati a rischio. In altre parole, potranno essere armati soltanto gli agenti impegnati nei servizi serali-notturni, nei servizi congiunti con altre forze dell'ordine (i cosiddetti pattuglioni) e quelli di una sola pattuglia "di pronto intervento" per turno.
Inevitabile, dunque, che Sinistra Ecologia e Libertà, gruppo di maggioranza che sulle armi ai vigili aveva sollevato alcune perplessità e poi si era battuto perchè un regolamento il più possibile "democratico" e "difensivo", insorga contro queste asserite violazioni e forzature delle norme in materia. «È inammissibile che il porto d'arma agli agenti venga consentito in tutte le ore del giorno e che si contravvenga così alla volontà della giunta e del consiglio comunale», accusa Lorieri che, nell'interpellanza chiede: «Il sindaco ordini il rispetto del regolamento». Aprendo, anche, il dibattito sulÈ l'«eredità» dell'ex comandante Delvino che fa discutere.
E di un tipo diverso rtispetto a quello indicato. Il regolamento, infatti, all'articolo 7, dice espressamente che la pistola dei vigili dovrà essere una "semiautomatica di calibro 9 corto" e assegna la scelta del modello alla giunta municipale. Invece, a stabilire quale arma affidare agli agenti, è stata una determina dell'ex comandante Francesco Delvino, emanata il 27 luglio scorso. Un atto con cui si impegna la somma di 30.800 euro per l'acquisto di 26 pistole Beretta Px4 Storm e di 1.300 proiettili marca Fiocchi calibro 9x21 (la spesa comprende anche i corsi di addestramento e di tiro per i vigili che useranno l'arma, le fondine, i porta caricatori). «Il comandante ha scavalcato la giunta e ha scelto un'arma diversa da quella stabilita dal regolamento votato dal consiglio comunale», accusa ora il gruppo di Sinistra Ecologia e Libertà, che ha presentato un'interpellanza urgente sulla questione. Non solo. Un ordine di servizio datato 21 dicembre 2010 e firmato sempre dal comandante Delvino consente «il porto dell'armamento in tutti i servizi di istituto, fatti salvi i servizi al consiglio comunale e le scorte al gonfalone». Tanto che gli agenti si sarebbero presentati armati anche al servizio d'ordine in municipio durante l'orario di ricevimento del sindaco. Ebbene, secondo Cesare Lorieri, capogruppo di Sinistra ecologia e Libertà, si tratta di un'altra «gravissima» violazione al Regolamento. Che dice pressapoco il contrario: dice cioè che le pistole possono (non devono, si badi) essere portate soltanto nei servizi considerati a rischio. In altre parole, potranno essere armati soltanto gli agenti impegnati nei servizi serali-notturni, nei servizi congiunti con altre forze dell'ordine (i cosiddetti pattuglioni) e quelli di una sola pattuglia "di pronto intervento" per turno.
Inevitabile, dunque, che Sinistra Ecologia e Libertà, gruppo di maggioranza che sulle armi ai vigili aveva sollevato alcune perplessità e poi si era battuto perchè un regolamento il più possibile "democratico" e "difensivo", insorga contro queste asserite violazioni e forzature delle norme in materia. «È inammissibile che il porto d'arma agli agenti venga consentito in tutte le ore del giorno e che si contravvenga così alla volontà della giunta e del consiglio comunale», accusa Lorieri che, nell'interpellanza chiede: «Il sindaco ordini il rispetto del regolamento». Aprendo, anche, il dibattito sulÈ l'«eredità» dell'ex comandante Delvino che fa discutere.
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